Google
mercoledì, 20 agosto 2008
"Non appena, volendo tentare, scendiamo in noi stessi e, drizzando la conoscenza verso il nostro interno, vogliamo renderci di noi consci appieno, ci perdiamo in un vuoto senza fondo, simili a cava sfera di vetro dal cui vuoto parli una voce, della quale non è possibile trovar nella sfera una causa: e mentre facciamo per ghermire noi stessi, rabbrividendo non afferriamo altro che un vano fantasma"
(A. Schopenhauer, Il Mondo come volontà e rappresentazione, Libro Quarto).


La citazione di oggi porta con sé una conseguenza tranquillizzante: il solipsismo non si supera confidando nell'esistenza altrui, bensì abbandonando la fede - perchè di fede si tratta - nel proprio io.

Un anno fa ero entusiasta di Second Life, un luogo in cui potevo immedesimarmi nel personaggio che volevo, aprire con due euro un'attivita poco meno che reale e interagire con gente da tutto il mondo.
Oggi anche Google sforna il suo mondo virtuale, Lively, simile a SL ma organizzato in camere invece che in appezzamenti di terreno e isole. Che noia.
Forte di un'esperienza in SL ormai conclusa, mi chiedo come mai, dopo l'entusiasmo iniziale, questo mondo virtuale non abbia avuto il piglio che ci si aspettava.
 
Leggo su Kataweb: "La chiave del successo [di Lively] potrebbe essere l'innesto diretto del programma dentro al proprio browser, uno scoglio che con buona probabilità ha provocato le difficoltà di Second Life."
Tutto qui? Dunque il mea culpa non va oltre qualche handicap tecnico? Mi sembra piuttosto che SL e derivati siano troppo simili al modello meccanicistico della realtà per essere interessanti, sia nella forma che nella struttura soggiacente (ok, gli avatar possono volare e teletrasportarsi, wow!):

- il mondo di Second Life è statico e indipendente dagli avatar. La sua essenza è rappresentata da righe di codice e tabelle di database, mentre l'apparenza sensibile è quella che compare sullo schermo in forma grafica. E' uguale per tutti e trasformabile solo costruendo;
- a ogni "giocatore" corrisponde uno e un solo personaggio (a meno di registrare più avatar, che non si possono comunque governare contemporaneamente);
- invece di ricomporre il guasto cartesiano della separazione tra mente e corpo, l'avatar e le sue modalità di controllo non fanno che aggravare quel falso distacco rafforzando la metafora del controllore e del controllato.
 
Cosa ce ne facciamo di un altro mondo che funziona come questo? Potremmo almeno cambiare modello e fare in modo che:

- il mondo virtuale non sia scritto a priori ma si determini man mano che viene esplorato, in base a funzioni di probabilità;
- ciascun giocatore controlli una propria realtà e non un avatar, e le diverse realtà si determinino reciprocamente in maniera meno controllabile;

Sarebbe un modello diverso, ma con un risultato finale ancora molto simile alla vita reale. Se proprio vogliamo creare una realtà virtuale, reinventiamola da zero, dal livello più basso, che non è quello dei protozoi. Riscriviamo alcuni concetti base, a cominciare da altro-da-sé, causalità e passato.
 
Mi fermo qui. Cari amici di Mountain View, non posso mica lavorare per voi gratis. In questa triste realtà, le idee si pagano. Se interessa approfondire, assumetemi.


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Musica Per Bambini, M__sica
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categoria:deliri, tempi moderni, zerieuni
venerdì, 15 agosto 2008

 

I sintetizzatori mi impediscono di raggiungere la buddhità. Quando sono ormai certo di essermi liberato di qualsiasi desiderio materiale, la Korg sforna qualche giocattolo irresistibile, così devo ricominciare da capo.

Questa l'ultima tentazione a cui ho ceduto. 

Non basta neanche l'esempio continuo dei miei maestri felini a farmi desistere. E intanto mia zia (che non è MiaZia) si incazza perchè non vado in ferie.

 

Zia appena rientrata dalla Sardegna: "E tu dove vai di bello?"
Io: "Da nessuna parte, sto a casa, mi rilasso per tre settimane"
Zia: "Ma come! @!#%*!"
Io: "Tra l'altro mi sono impegnato con il gattile per andare a fare qualche ora, visto che molta gente è via"
Zia: "Ah, bè, se guadagni qualche soldino..."
Io: "No, guarda, è volontariato, ci vado per i gatti, non per i soldi"
Zia: "@!#&%*!"

Valle a spiegare che in vacanza sono andato in un negozio di strumenti musicali.

COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Crystal Castles

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categoria:deliri, tempi moderni, miazia
lunedì, 21 luglio 2008





Domanda: se nel 2008 vado al concerto dei Duran Duran, che nell'88 detestavo (avevo dodici anni, li detestavo) e canto a squarciagola Wild Boys, tra dieci anni avrò i lacrimoni a un concerto dei Take That? E tra venti  dei Tokyo Hotel?





Mah. Ecco la scaletta del concerto di Ravenna dei Duran:

THE VALLEY
RED CARPET MASSACRE
NITE RUNNER
HUNGRY LIKE THE WOLF
PLANET EARTH
FALLING DOWN
COME UNDONE
SKIN DIVERS
THE REFLEX
SAVE A PRAYER
A VIEW TO A KILL

Set elettronico:
LAST CHANCE ON THE STAIRWAY / ALL SHE WANTS IS / WARM LEATHERETTE
I DON’T WANT YOUR LOVE / SKIN TRADE / TEMPTED

NOTORIOUS
GIRLS ON FILM
ORDINARY WORLD
SUNRISE
WILD BOYS

Encore: RIO

Bello il set elettronico a metà concerto, con i fabfive-1 vestiti alla Kraftwerk e l'immancabile MicroKorg a fare bella mostra di sé (e nient'altro direi) al centro del proscenio.
Come previsto, il giorno dopo c'era già molto materiale su YouTube, come questa Save a prayer che il buon Simon Le Bon ha lasciato fare al pubblico.
Alla bancarella, ho resistito a fatica al richiamo delle magliette con le paillettes.

Per restare in tema eighties: è uscito un album nuovo di Cindy Lauper, chissà che non passi da queste parti. A quando gli Spandau Ballet?
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categoria:concerti
giovedì, 03 luglio 2008

Appuntamenti d'Estate:

Domani sera (venerdì 4 luglio) alla Festa Lungofiume di Imola, letture di Colonne d'Ercole e Progetto Calliope su musiche di MeeaTzeea (che poi sarebbe la versione soft / reading di MiaZia).

Sabato 5 luglio - dopodomani - c'è la ControFesta a Castel San Pietro Terme, con niente popò di meno (cioè tutta la merda di prima, direbbe Bergonzoni) che MUSICA PER BAMBINI, il mio gruppo italiano preferito. Dico davvero, imperdibile! Qui il programma completo della festa.

Venerdì 11 luglio concerto dei TmSky all' Arena di Castel San Pietro Terme.

Sul sito dell'Hotel Castello sono comparsi i racconti di "Scritto in una notte". Nella mia prova ho ceduto alle lusinghe del mio tempo preferito: il TRAPASSATO PROSSIMO. Adoro il trapassato prossimo, se potessi userei solo quello, parlerei e scriverei sempre al trapassato prossimo. Sarà che è "piuccheperfetto", come dice wikipedia, sarà che il tempo vola, sta di fatto che avevo scritto tutto il racconto al trapassato prossimo, in extremis avevo cambiato quanto si poteva cambiare, ma il risultato era ormai compromesso.
E poi ripetizioni su ripetizioni su ripetizioni su ripetizioni. Ma tant'è: ecco come scrivo dalle 11 di sera alle 5 di mattina, senza una settimana di editing a disposizione.
Su ripetizioni.
Del trapassato prossimo lo sapevo già, la vera scoperta è stata che non riesco a scrivere tre cartelle in sei ore! Anche questo messaggio l'ho iniziato almeno un'ora fa, e sono ancora qui.

Dei concerti che volevo andare a vedere, mi sono perso quasi tutto. Ho in tasca solo il biglietto dei Duran Duran a Ravenna il 18 luglio.

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Si era morti di caldo.

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categoria:scrittura, concerti, miazia, tmsky
lunedì, 02 giugno 2008

Ecco i concerti di quest'estate che mi fanno gola:

14/6 - Rage Against The Machine in formazione originale allo stadio Braglia di Modena;

1/7 - Jethro Tull in PIazza Matteotti a Sogliano sul Rubicone (FC);

18/7 - Duran Duran al Pala De Andrè di Ravenna;

19/7 - Massive Attack sempre al Pala De Andrè.

Tutti no, ma qualcuno ci scappa di sicuro.

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categoria:concerti
domenica, 18 maggio 2008

Capitan Italia

Riciclo PARO PARO il commento che ho postato sul sito di Colonne d'Ercole a proposito di New Italian Epic (qui il documento di Wu Ming 1):

SAPESSI COM'E' STRANO...
...sentirsi postmodernista a Bologna, culla del NIE (Wu Ming, Lucarelli, Evangelisti, 50% di Kai Zen...) 
 
Chi segue i Wu Ming dai tempi del seppuku di Luther Blissett, sa bene che una certa avversione all'introspezione era già ben espressa nel loro atto di nascita (la dichiarazione d'intenti del 2000), dove formalizzavano per la prima volta questa totale dedizione alla storia e ai suoi protagonisti minori. Dicevano appunto: "vero protagonista della storia non è il Grande Personaggio né l'Individuo-monade". E anche: " L'approccio di Wu Ming alla produzione culturale implica l'irrisione continua d'ogni pregiudizio idealistico e romantico sul genio, l'ispirazione individuale e altra merda del genere." 
A otto anni da quel documento, malgrado alcune promesse non mantenute, la loro filosofia non sembra essere cambiata e forse hanno ritenuto opportuno ribadirlo con questo nuovo pamphlet (che pure compare a nome del solo WM1). 
 
Non so, a me non sembra molto credibile un auto-re che auto-definisce con tanta meticolosità i confini del genere che pratica. La mia impressione è che l'effetto preceda la causa. Chiedo: si può essere scrittori collettivi e produrre qualcosa di intimista? (attenzione: non è la solita domanda sul supposto stile piatto dei collettivi, mi riferisco a un limite legato al GENERE) 
E' proprio vero che la scrittura fondata su pregiudizi idealistici e romantici sia borghese e scevra da funzioni sociali? 
Ho l'impressione che i WM siano New Italian Epic perchè non possano fare altrimenti. Peccato che WM1 cerchi di inglobare in questa categoria testi e autori assolutamente liberi di essere altro. 
 
Il postmodernismo ha trasformato l'individuo in multividuo e ha reso piuttosto complicato guardarsi dentro (un titolo come "L'incapacità di possedere la creatura, una e multipla" sarebbe una sintesi perfetta di questo concetto, se non si riferisse a tutt'altro). Figuriamoci moltiplicare un certo tipo di introspezione per cinque e far entrare tutto in un quadro unitario leggibile. Insomma, se per la molteplicità del primo grado, comunemente definita "io", un certo tipo di scrittura è consentito, la molteplicità di secondo grado propria dei collettivi la esclude a priori. Normale dunque che sia loro invisa. 
 
Si capisce persino dalle branche della scienza che vengono chiamate in causa a proposito del N.I.E.: la biologia (il DNA, l'evoluzione della specie), l'astronomia (l'età e il destino del sistema solare). Ci si ferma alla relatività di Einstein. Eppure non sono solo l'idealismo e il romanticismo a portare sulla strada dell'incertezza: la fisica e la logica del '900 hanno contribuito a rendere più vaghi i confini dell'uomo (basti citare i teoremi di indeterminazione e di incompletezza). Per chi si spinge fino alla meccanica quantistica, ecco che qualche forma di antropocentrismo ricomincia ad avere senso: quello ateo e costruzionista
 
Sono un giapster di vecchia data, ammiro i loro romanzi, lo stile, le battaglie per il copyleft e quelle sociali. Su Carmilla online c'è persino uno splendido articolo di WM5 su Filosofia e neuroscienze. Sono le prese di posizione tagliate con l'accetta a lasciarmi sempre molto perplesso. Non sarebbe più elegante praticare il genere che si vuole con gli scopi che si vuole e lasciarlo definire ai posteri?
 
Firmato: un individuo monade
 
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categoria:deliri, scrittura, tempi moderni
domenica, 11 maggio 2008

"La sofferenza che si manifesta negli stati valetudinari è una conseguenza di questa imposizione di un’identità fittizia. Tutte le sofferenze risultano da questo conflitto tra la pluralità del corpo con le sue mille velleità pulsionali, e l’ostinazione interpretativa del senso cerebrale; è dal corpo, è dal sé che scaturiscono le forze creatrici, le valutazioni; è dalla loro inversione cerebrale che nascono gli spiriti mentali, a cominciare da un io volontario"
Klossowski 1969

Nel tentativo di superare il mio status di single, scopro Klossowski senza passare per Carmelo Bene, ed ecco derivata una buona indicazione: il problema non è la solitudine, anzi. Direi piuttosto che, anche in questa situazione, c'è già una persona di troppo. Vorrei essere meno che single, diciamo none-gle.

Certi ragionamenti sono pericolosi. Qualche giorno fa pensavo di appartenere all'universo interiore di un solipsista, dunque di esistere solo entro la portata dei suoi sensi. Impossibile determinare chi fosse questo soggetto, pensavo, perchè il cervello integra i momenti di non-esistenza con una continuità apparente. E' chiaro che questo mi portava dritto dritto tra le grinfie di Dio, e non ci voglio finire.

Per risolvere una volta per tutte le questioni sull'oggettivazione del mondo, le altre menti, il realismo e l'antirealismo, non basta creare un modello della realtà in cui certe domande NON HANNO SENSO? Magari questa estate ci provo.

COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Pancho raspa la lettiera

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categoria:deliri
sabato, 19 aprile 2008

(ma anche Veltroni batte Marx 1-0)

Due consigli per non perdersi d'animo:

"La guerra popolare, come qualcosa di vaporoso e di fluido, non deve condensarsi in alcuna sua parte in un corpo solido; altrimenti il nemico invia una forza adeguata contro questo nucleo, lo rompe e fa numerosi prigionieri; il coraggio allora si indebolisce, ciascuno pensa che la questione principale sia stata troncata, che ogni sforzo ulteriore sia vano e che le armi siano cadute nelle mani della nazione. Ma, d'altra parte, bisogna sì che questa nebbia si condensi in certi punti, formi delle masse compatte, delle nubi minacciose da cui può alla fine sorgere un terribile fulmine. Questi punti si situeranno soprattutto alle ali del teatro di guerra nemico. Non si tratta di rompere il nucleo, ma solamente di rodere la superficie e gli angoli"
Carl von Clausewitz, Sulla guerra

Tutta la vita delle società in cui regnano le moderne condizioni di produzione si presenta come un'immensa accumulazione di presenze. «Non c'è niente da dire, non c'è che essere, non c'è che vivere», sosteneva Piero Manzoni, e aveva ragione su di un punto: «Non c'è più niente da dire». Non c'è che ESSERE ASSENTI. Non resta altro: evidenziare la propria estraneità per rilevare la propria differenza.
Guido Andrea Pautasso
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categoria:
domenica, 06 aprile 2008

Mismese gatchetene boghers chetegossuvé. Pretzdavemivi... i TmSKY.

...solo per dire che il concerto dei TmSKY su Second Life è andato bene, siamo stati soddisfatti e ci siamo divertiti.

Molto divertente, anzi direi elegante (sul palco erano tutti in smoking) il concerto degli Elio e le Storie Tese all'Estragon. Virtuosi e impeccabili come sempre. E' stata una bella scoperta soprattutto Paola Folli, che ha sostituito egregiamente e in un colpo solo Antonella Ruggiero, Irene Grandi, Paola Cortellesi e Giorgia.

C'è stata Pippero con intro "Sdreveide...", ma niente John Holmes con "Freshna, freshna se v'asbeca!"

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categoria:concerti
domenica, 23 marzo 2008

 

SOCRATE: “Dicono alcuni che il corpo è séma (segno, tomba) dell’anima, quasi che ella vi sia sepolta durante la vita presente; e ancora, per il fatto che con esso l’anima semaínei (significa) ciò che semaíne (significhi), anche per questo è stato detto giustamente séma. Però mi sembra assai piú probabile che questo nome lo abbiano posto i seguaci di Orfeo; come a dire che l’anima paghi la pena delle colpe che deve pagare, e perciò abbia intorno a sé, affinché sózetai (si conservi, si salvi, sia custodita), questa cintura corporea a immagine di una prigione; e cosí il corpo, come il nome stesso significa, è séma (custodia) dell’anima finché essa non abbia pagato compiutamente ciò che deve pagare. Né c’è bisogno mutar niente, neppure una lettera.”

Platone, Cratilo (400 a.c. circa)


Accantonato definitivamente il progetto di scrivere un romanzo sulla Pietra di Bologna, non mi resta che la scelta "no-profit" di pubblicare qui la soluzione dell'enigma Aelia Laelia Crispis, mia vecchia ossessione. Dovrei dire "la MIA soluzione", ma non sto con chi pensa che questo rompicapo sia solo "un gioco erudito per far scervellare gli enigmisti". Secondo me la soluzione è univoca, ed è quella che vado a raccontare.
 
In effetti, a giudicare dall'elenco di spiegazioni formulate nei secoli, altri erano già arrivati a una conclusione simile (almeno Pietro Zanchini nel 1760), non so bene per quale strada.
 
Non starò a riproporre la storia, il testo dell'enigma in latino e la sua traduzione in italiano: si possono leggere qui e in qualche migliaia di altri siti.
 
Achille Volta è il Gran Maestro dell'Ordine dei Frati Gaudenti (o della Beata Gloriosa Vergine Maria) che espone per primo l'iscrizione sul muro della villa bolognese di Casaralta nel 1550. Ha trascorso la seconda e la terza decade del XVI secolo a Roma sotto il pontificato di Leone X prima, poi al seguito di Gian Matteo Giberti, vescovo di Verona e datario di papa Clemente VII. E' un periodo interrotto da sporadici e brevi ritorni a Bologna, sua città natale.
 
A Roma conosce personalmente il Giovio, il Bembo, il Sadoleto e l'Aleandro oltre a Pietro Aretino, cui infligge due pugnalate non mortali nel 1525 per ragioni ignote. 
In due zibaldoni del Volta conservati nella Biblioteca Universitaria di Bologna, compaiono componimenti di Vittoria Colonna, del Navagero, del Molza, del Guidiccioni, del Tebaldeo, di Veronica Gambara. Probabilmente nei cenacoli umanistici romani conosce anche Jacopo Sannazzaro e legge una prima redazione del De Partu Virginis, poichè dedicherà l'ameno giardino di Casaralta "al dio Sebeto e alle Sirene". Il dio Sebeto è un'antica e rara divinità fluviale napoletana di cui Sannazzaro parla spesso nelle sue opere. Da queste frequentazioni al contatto con le dottrine neoplatoniche e orfiche (per non dire gnostiche), il passo è breve.

“Soma-sema” è la classica formula orfica che identifica il corpo con la tomba dell’anima.
Solo alla morte del corpo l'anima può resuscitare, ma di questo passaggio nella Pietra di Bologna non si fa cenno. Aelia Laelia Crispis sembra piuttosto tratteggiare le potenzialità che abbiamo prima di venire al mondo (anzi, prima di essere concepiti). A.L.C. (femminile come l’anima, ma non ancora uomo né donna né androgino, senza età né altre determinazioni) diventa Lucius Agatho Priscius (maschile come il corpo) all’atto del concepimento. Uccisa non da un elemento particolare (non dalla spada, non dal veleno né dalla fame) , bensì da tutte le cose, ovvero dalla sua stessa reificazione.

In altre parole, caso unico nella storia dell'epigrafia, la Pietra di Bologna racconta una nascita nei termini della morte.

In questo senso, Lucius Agatho Priscius - e non la lapide - sarebbe la tomba di Aelia Laelia Crispis e sempre per questo egli "sa e non sa" a chi è dedicata l'iscrizione. Questo spiega anche la rimozione dei tre versi “Hoc est sepulchrum intus cadaver non habens….”, mutuati da Agatia lo Scolastico e aggiunti al testo impropriamente e in un tempo successivo.
 
Dell'enigma di Bologna esistono altre versioni contemporanee o di poco precedenti a quella più nota, che presentano leggere differenze nel testo. Ho cercato una soluzione che si adeguasse a tutte. Ad esempio, nella versione milanese Lucius Agatho Priscius è "Laelia Crispis alias in cavo acuto", ovvero "Laelia Crispis con altro nome in una cavità acuta". L'utero, naturalmente.
 
Una soluzione che avrebbe qualcosa da dire anche nel dibattito odierno sugli embrioni. Chi uccide chi?

 
Bibliografia essenziale e informale:

- Aelia Laelia. Il mistero della Pietra di Bologna, ottima e arcinota raccolta di saggi a cura di Nicola Muschitiello pubblicata da Il Mulino nel 2000;
- Un Enigma Bolognese - Le molte vite di Aelia Laelia Crispis, a cura di Franco Bacchelli, Costa Editore. E' il catalogo dell'omonima mostra organizzata nel 2000 al Lapidario del Museo Civico Medievale di Bologna, con un bellissimo saggio del curatore;
- Casaralta - otto secoli di storia -, a cura del Gruppo Storico "De Caxaraltola", Tipografia "La Grafica Emiliana", 1973
 
 
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
E' la Pasqua di Resurrezione 2008, l'ultima della storia. Come dirò nel prossimo post.
 
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categoria:libri, deliri
sabato, 08 marzo 2008

Illusione SaxOra sto bene, grazie. Tutto passato.

Uso titoli in inglese solo se funzionali a giochi di parole. Questa volta oso parafrasare nientemeno che l'ultima fatica di Douglas Hofstadter, "I Am a Strange Loop" (a rischio di qualche triste battuta sull'hole in questione).

Secondo Hofstadter, reale e materiale non coincidono. Ci sono astrazioni che pure fanno parte della realtà: ricordi, convinzioni, strutture mentali, ecc. Le identità personali sono il risultato di un percorso complesso e graduale che conduce alla creazione degli "anelli nell'io" del titolo. Si tratta di rappresentazioni interne del sé a vari livelli, che interagiscono tra loro condizionandosi a vicenda.

Se cerchiamo di risalire all'origine, come quando srotoliamo tutta la liquerizia, in fondo non rimane apparentemente nulla. E se già adesso non c'è nulla, perchè temere che un giorno possa esserci di meno?

Siamo lo spazio delle nostre relazioni interne ed esterne, uno spazio fatto di significati che inventiamo e che non hanno alcuna realtà oggettiva. Siamo composti da infiniti frammenti sparsi che tendiamo inconsciamente a ricomporre in una unità immaginaria, ci crediamo "individui" ma siamo piuttosto "multividui".

In virtù di queste considerazioni, il defunto non è forse ancora vivo al suo funerale, con tutta quella gente di cui è un comune denominatore? (si potrebbe dire: con tutta quella gente che ancora lo contiene?)
Ci pensavo ieri in chiesa, mentre il senso comune influenzato da una buona dose di cattolicesimo voleva mio zio tra le schiere degli angeli. Sarà tra noi ancora per un bel po', solo più rarefatto.

NELLA PROSSIMA PUNTATA:
La soluzione dell'enigma AELIA LAELIA CRISPIS.

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categoria:deliri, tempi moderni
martedì, 26 febbraio 2008

"W-w-w-w-w
Dannato www
se sapevo prima che facevi questi danni
non nascevo proprio adesso
"
Elio e le Storie Tese, Gargaroz

 
Ok, sono a casa ammalato, ma il cattivone di turno ha un nome ganzo: virus Zoster. Mica cazzi.
Ora sono steso, ma spero di stare bene per queste date (almeno qualcuna, via):

  • il 16 marzo per vedere gli Autechre al Kindergarten (BO);
  • il 4 aprile per gli Elio e le Storie Tese all'Estragon (BO);
  • il 12 aprile per gli Einsturzende Neubauten  sempre all'Estragon.

COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Autechre, Quaristice

P.S.: a cosa serve sapere che l'io è un'illusione, se lo sai solo tu?

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categoria:casa, concerti
lunedì, 18 febbraio 2008

«In fondo, (...) si sente oggi che il lavoro come tale costituisce, la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio di indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità di energia nervosa, e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, sognare, al preoccuparsi, all'amare, all'odiare».
Friedrich Nietzsche, "Aurora" 1881

 «La sfacciata richiesta di sprecare la maggior parte dell'energia vitale per un fine tautologico, deciso da altri, non è stata sempre a tal punto interiorizzata come oggi. Ci sono voluti diversi secoli di violenza aperta su larga scala per far entrare, letteralmente a forza di torture, gli uomini al servizio incondizionato dell'idolo lavoro»
Gruppo Krisis, Manifesto Contro Il Lavoro

 

ShitworkerA.A.A.A. Cercasi disperatamente comune (UNA comune, s'intende) che possa accogliere un sedicente filosofo e due gatti.

E' incredibile la quantità di impieghi inutili che l'uomo inventa pur di mantenere in vita il lavoro e questa meraviglia di sistema. Ci sono persone che si arrabattano da mattina a sera per giustificare il proprio ruolo all'interno della macchina. Il problema è la quantità di soggetti di questo tipo con cui ho avuto a che fare di recente per il mio lavoro, che pure non scherza in quanto a superfluità. Questa quantità, dicevo, ha superato la mia personale soglia di tolleranza.

Per fortuna ho elaborato un paio di piani:

Piano A (detto anche piano "American Beauty" - si veda il film): contribuisco nel mio piccolo alla vittoria di Veltroni, aspetto che garantisca - come dice - 1000 Euro di stipendio mensile anche all'ultimo dei precari, poi mi iscrivo a un'agenzia di lavoro interinale e incomincio a vagare tra fast food, cessi di Autogrill e call center di compagnie telefoniche, fregandomene della soddisfazione del cliente almeno quanto il mio titolare se ne fregherà della mia. Qualche privazione in più (più di così? coraggio pure), ma del resto tutto simile a prima.

Piano B: aspetto che fallisca senza appello anche l'ennesimo progetto musicale che ho intrapreso e in cui ho riposto qualche speranza, poi cerco un monastero induista di scuola Advaita Vedanta ove possa riflettere vita natural durante sulla realtà non-duale del mondo. Potrebbe lenire il dolore, ma anche peggiorare la situazione, con questa storia che devi conoscere te stesso, identificare il mondo con il sè, e allora perchè il mondo non va come voglio io? E i gatti dove li metto? Ah, già, i gatti. Niente, come non detto.

Mah, ogni tanto piombo in questo stato di sconforto lavorativo. Dev'essere un problema di chimica cerebrale, o forse di digestione (che poi è la stessa cosa). Forse un chimico saprebbe spiegarlo.


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Ripenso a "Il sesto senso": ci sono film che finiscono con la rivelazione sconvolgente di qualcosa che pure era sotto gli occhi di tutti. Ti tocca guardarli daccapo per accorgerti degli indizi che la prima volta ti erano sfuggiti, benchè sparsi in tutte le scene.

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categoria:tempi moderni
mercoledì, 06 febbraio 2008

"Napolitano poteva dare il mandato direttamente al Papa. Almeno così gli italiani capivano subito chi è che comanda davvero in questo paese."
Luciana Littizzetto, 2 febbraio 2008

Il PD di Veltroni ha deciso di correre da solo. Come dire: o con me, o contro di me. Insomma, date le esigue percentuali dei partiti di sinistra, chi non vuole rivedere il Cavaliere sullo scranno di Palazzo Chigi è praticamente costretto a votare PD.

Con un semplice gioco di sostituzioni assolutamente legittimo e scontato, mettiamo al posto dei due schieramenti le rispettive fonti... diciamo... di "ispirazione", et voilà il paradosso: dovremmo votare il Papa per evitare che venga eletto il Papa.

Mmmmmmh, spero che si manifesti presto una terza via.

COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Lo stomaco brontola.

P.S.: com'era quella maglietta di qualche tempo fa? "I like the Pope, the Pope gets votes"

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categoria:
sabato, 26 gennaio 2008

"Secondo voi è normale che un 60enne si compra e scatta con una canon ixus a 7 megapixel e noi GIOVANI andiamo a ricercare le peggiori macchinette della storia della fotografia? No, non è normale.
Ma ormai la normalità a questo mondo non è più di casa, e se me lo permettete io non me ne faccio nulla di 7 megapixel di realtà, perchè alla fine la realtà stanca e dato che siamo ancora giovani, evadere e vedere la realtà filtrata da un fondo di bottiglia può salvare."
Forum LOMO - Lomo Mania

"Tu non sei fesso, tu PAGHI per essere fesso!"
Anonimo

 


 

 

 

 

 

 

 

LTutta notte a chiedermi: una foto racconta più cose del soggetto che riproduce o del fotografo che l'ha scattata? Dipende dai casi. Direi che le foto di cronaca, le foto ricordo, le fototessera dicono ben poco del fotografo.

Non mi è mai piaciuto fare foto. Sono forse una riproduzione esauriente di un istante di vita? No. Aiutano a provare l'esistenza oggettiva del mondo? Magari.
Eppure sono rimasto succube della filosofia dello scatto spensierato, degli effetti speciali artigianali da applicare a macchinette ben poco serie (le cosiddette toy cameras), dell'abolizione del mirino e del shooting-from-the-hip. L'esito di tutto questo, sviluppato e stampato, racconta un bel po' di cose su chi sta dietro l'obiettivo.

In questo senso, ogni lomografia è un autoscatto. Ecco un'interpretazione che mi convince e soddisfa il mio individualismo. Farò solo ed esclusivamente foto che mi rappresentano, qualunque sia il soggetto inquadrato.

COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Una vicina pulisce le scale, perchè l'impresa non viene più. Ora che ci autogestiamo, abbiamo un corridoio talmente pulito ma talmente pulito che quando ESCO mi viene da spazzarmi i piedi nello zerbino. 

Ah, dimenticavo: la "politica". Si, quella del governo Prodi che cade, di demente Mastella e di sua moglie, della legge Porcellum, dei cannoli di Cuffaro, degli sputi di Barbato in Senato.
Per forza la dimenticavo, questa "politica" non merita neanche uno straccio di commento.

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categoria:casa, tempi moderni