Google
mercoledì, 20 agosto 2008
"Non appena, volendo tentare, scendiamo in noi stessi e, drizzando la conoscenza verso il nostro interno, vogliamo renderci di noi consci appieno, ci perdiamo in un vuoto senza fondo, simili a cava sfera di vetro dal cui vuoto parli una voce, della quale non è possibile trovar nella sfera una causa: e mentre facciamo per ghermire noi stessi, rabbrividendo non afferriamo altro che un vano fantasma"
(A. Schopenhauer, Il Mondo come volontà e rappresentazione, Libro Quarto).


La citazione di oggi porta con sé una conseguenza tranquillizzante: il solipsismo non si supera confidando nell'esistenza altrui, bensì abbandonando la fede - perchè di fede si tratta - nel proprio io.

Un anno fa ero entusiasta di Second Life, un luogo in cui potevo immedesimarmi nel personaggio che volevo, aprire con due euro un'attivita poco meno che reale e interagire con gente da tutto il mondo.
Oggi anche Google sforna il suo mondo virtuale, Lively, simile a SL ma organizzato in camere invece che in appezzamenti di terreno e isole. Che noia.
Forte di un'esperienza in SL ormai conclusa, mi chiedo come mai, dopo l'entusiasmo iniziale, questo mondo virtuale non abbia avuto il piglio che ci si aspettava.
 
Leggo su Kataweb: "La chiave del successo [di Lively] potrebbe essere l'innesto diretto del programma dentro al proprio browser, uno scoglio che con buona probabilità ha provocato le difficoltà di Second Life."
Tutto qui? Dunque il mea culpa non va oltre qualche handicap tecnico? Mi sembra piuttosto che SL e derivati siano troppo simili al modello meccanicistico della realtà per essere interessanti, sia nella forma che nella struttura soggiacente (ok, gli avatar possono volare e teletrasportarsi, wow!):

- il mondo di Second Life è statico e indipendente dagli avatar. La sua essenza è rappresentata da righe di codice e tabelle di database, mentre l'apparenza sensibile è quella che compare sullo schermo in forma grafica. E' uguale per tutti e trasformabile solo costruendo;
- a ogni "giocatore" corrisponde uno e un solo personaggio (a meno di registrare più avatar, che non si possono comunque governare contemporaneamente);
- invece di ricomporre il guasto cartesiano della separazione tra mente e corpo, l'avatar e le sue modalità di controllo non fanno che aggravare quel falso distacco rafforzando la metafora del controllore e del controllato.
 
Cosa ce ne facciamo di un altro mondo che funziona come questo? Potremmo almeno cambiare modello e fare in modo che:

- il mondo virtuale non sia scritto a priori ma si determini man mano che viene esplorato, in base a funzioni di probabilità;
- ciascun giocatore controlli una propria realtà e non un avatar, e le diverse realtà si determinino reciprocamente in maniera meno controllabile;

Sarebbe un modello diverso, ma con un risultato finale ancora molto simile alla vita reale. Se proprio vogliamo creare una realtà virtuale, reinventiamola da zero, dal livello più basso, che non è quello dei protozoi. Riscriviamo alcuni concetti base, a cominciare da altro-da-sé, causalità e passato.
 
Mi fermo qui. Cari amici di Mountain View, non posso mica lavorare per voi gratis. In questa triste realtà, le idee si pagano. Se interessa approfondire, assumetemi.


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Nello stereo: Musica Per Bambini, M__sica
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venerdì, 15 agosto 2008

 

I sintetizzatori mi impediscono di raggiungere la buddhità. Quando sono ormai certo di essermi liberato di qualsiasi desiderio materiale, la Korg sforna qualche giocattolo irresistibile, così devo ricominciare da capo.

Questa l'ultima tentazione a cui ho ceduto. 

Non basta neanche l'esempio continuo dei miei maestri felini a farmi desistere. E intanto mia zia (che non è MiaZia) si incazza perchè non vado in ferie.

 

Zia appena rientrata dalla Sardegna: "E tu dove vai di bello?"
Io: "Da nessuna parte, sto a casa, mi rilasso per tre settimane"
Zia: "Ma come! @!#%*!"
Io: "Tra l'altro mi sono impegnato con il gattile per andare a fare qualche ora, visto che molta gente è via"
Zia: "Ah, bè, se guadagni qualche soldino..."
Io: "No, guarda, è volontariato, ci vado per i gatti, non per i soldi"
Zia: "@!#&%*!"

Valle a spiegare che in vacanza sono andato in un negozio di strumenti musicali.

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Nello stereo: Crystal Castles

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domenica, 18 maggio 2008

Capitan Italia

Riciclo PARO PARO il commento che ho postato sul sito di Colonne d'Ercole a proposito di New Italian Epic (qui il documento di Wu Ming 1):

SAPESSI COM'E' STRANO...
...sentirsi postmodernista a Bologna, culla del NIE (Wu Ming, Lucarelli, Evangelisti, 50% di Kai Zen...) 
 
Chi segue i Wu Ming dai tempi del seppuku di Luther Blissett, sa bene che una certa avversione all'introspezione era già ben espressa nel loro atto di nascita (la dichiarazione d'intenti del 2000), dove formalizzavano per la prima volta questa totale dedizione alla storia e ai suoi protagonisti minori. Dicevano appunto: "vero protagonista della storia non è il Grande Personaggio né l'Individuo-monade". E anche: " L'approccio di Wu Ming alla produzione culturale implica l'irrisione continua d'ogni pregiudizio idealistico e romantico sul genio, l'ispirazione individuale e altra merda del genere." 
A otto anni da quel documento, malgrado alcune promesse non mantenute, la loro filosofia non sembra essere cambiata e forse hanno ritenuto opportuno ribadirlo con questo nuovo pamphlet (che pure compare a nome del solo WM1). 
 
Non so, a me non sembra molto credibile un auto-re che auto-definisce con tanta meticolosità i confini del genere che pratica. La mia impressione è che l'effetto preceda la causa. Chiedo: si può essere scrittori collettivi e produrre qualcosa di intimista? (attenzione: non è la solita domanda sul supposto stile piatto dei collettivi, mi riferisco a un limite legato al GENERE) 
E' proprio vero che la scrittura fondata su pregiudizi idealistici e romantici sia borghese e scevra da funzioni sociali? 
Ho l'impressione che i WM siano New Italian Epic perchè non possano fare altrimenti. Peccato che WM1 cerchi di inglobare in questa categoria testi e autori assolutamente liberi di essere altro. 
 
Il postmodernismo ha trasformato l'individuo in multividuo e ha reso piuttosto complicato guardarsi dentro (un titolo come "L'incapacità di possedere la creatura, una e multipla" sarebbe una sintesi perfetta di questo concetto, se non si riferisse a tutt'altro). Figuriamoci moltiplicare un certo tipo di introspezione per cinque e far entrare tutto in un quadro unitario leggibile. Insomma, se per la molteplicità del primo grado, comunemente definita "io", un certo tipo di scrittura è consentito, la molteplicità di secondo grado propria dei collettivi la esclude a priori. Normale dunque che sia loro invisa. 
 
Si capisce persino dalle branche della scienza che vengono chiamate in causa a proposito del N.I.E.: la biologia (il DNA, l'evoluzione della specie), l'astronomia (l'età e il destino del sistema solare). Ci si ferma alla relatività di Einstein. Eppure non sono solo l'idealismo e il romanticismo a portare sulla strada dell'incertezza: la fisica e la logica del '900 hanno contribuito a rendere più vaghi i confini dell'uomo (basti citare i teoremi di indeterminazione e di incompletezza). Per chi si spinge fino alla meccanica quantistica, ecco che qualche forma di antropocentrismo ricomincia ad avere senso: quello ateo e costruzionista
 
Sono un giapster di vecchia data, ammiro i loro romanzi, lo stile, le battaglie per il copyleft e quelle sociali. Su Carmilla online c'è persino uno splendido articolo di WM5 su Filosofia e neuroscienze. Sono le prese di posizione tagliate con l'accetta a lasciarmi sempre molto perplesso. Non sarebbe più elegante praticare il genere che si vuole con gli scopi che si vuole e lasciarlo definire ai posteri?
 
Firmato: un individuo monade
 
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categoria:deliri, scrittura, tempi moderni
domenica, 11 maggio 2008

"La sofferenza che si manifesta negli stati valetudinari è una conseguenza di questa imposizione di un’identità fittizia. Tutte le sofferenze risultano da questo conflitto tra la pluralità del corpo con le sue mille velleità pulsionali, e l’ostinazione interpretativa del senso cerebrale; è dal corpo, è dal sé che scaturiscono le forze creatrici, le valutazioni; è dalla loro inversione cerebrale che nascono gli spiriti mentali, a cominciare da un io volontario"
Klossowski 1969

Nel tentativo di superare il mio status di single, scopro Klossowski senza passare per Carmelo Bene, ed ecco derivata una buona indicazione: il problema non è la solitudine, anzi. Direi piuttosto che, anche in questa situazione, c'è già una persona di troppo. Vorrei essere meno che single, diciamo none-gle.

Certi ragionamenti sono pericolosi. Qualche giorno fa pensavo di appartenere all'universo interiore di un solipsista, dunque di esistere solo entro la portata dei suoi sensi. Impossibile determinare chi fosse questo soggetto, pensavo, perchè il cervello integra i momenti di non-esistenza con una continuità apparente. E' chiaro che questo mi portava dritto dritto tra le grinfie di Dio, e non ci voglio finire.

Per risolvere una volta per tutte le questioni sull'oggettivazione del mondo, le altre menti, il realismo e l'antirealismo, non basta creare un modello della realtà in cui certe domande NON HANNO SENSO? Magari questa estate ci provo.

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Pancho raspa la lettiera

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categoria:deliri
domenica, 23 marzo 2008

 

SOCRATE: “Dicono alcuni che il corpo è séma (segno, tomba) dell’anima, quasi che ella vi sia sepolta durante la vita presente; e ancora, per il fatto che con esso l’anima semaínei (significa) ciò che semaíne (significhi), anche per questo è stato detto giustamente séma. Però mi sembra assai piú probabile che questo nome lo abbiano posto i seguaci di Orfeo; come a dire che l’anima paghi la pena delle colpe che deve pagare, e perciò abbia intorno a sé, affinché sózetai (si conservi, si salvi, sia custodita), questa cintura corporea a immagine di una prigione; e cosí il corpo, come il nome stesso significa, è séma (custodia) dell’anima finché essa non abbia pagato compiutamente ciò che deve pagare. Né c’è bisogno mutar niente, neppure una lettera.”

Platone, Cratilo (400 a.c. circa)


Accantonato definitivamente il progetto di scrivere un romanzo sulla Pietra di Bologna, non mi resta che la scelta "no-profit" di pubblicare qui la soluzione dell'enigma Aelia Laelia Crispis, mia vecchia ossessione. Dovrei dire "la MIA soluzione", ma non sto con chi pensa che questo rompicapo sia solo "un gioco erudito per far scervellare gli enigmisti". Secondo me la soluzione è univoca, ed è quella che vado a raccontare.
 
In effetti, a giudicare dall'elenco di spiegazioni formulate nei secoli, altri erano già arrivati a una conclusione simile (almeno Pietro Zanchini nel 1760), non so bene per quale strada.
 
Non starò a riproporre la storia, il testo dell'enigma in latino e la sua traduzione in italiano: si possono leggere qui e in qualche migliaia di altri siti.
 
Achille Volta è il Gran Maestro dell'Ordine dei Frati Gaudenti (o della Beata Gloriosa Vergine Maria) che espone per primo l'iscrizione sul muro della villa bolognese di Casaralta nel 1550. Ha trascorso la seconda e la terza decade del XVI secolo a Roma sotto il pontificato di Leone X prima, poi al seguito di Gian Matteo Giberti, vescovo di Verona e datario di papa Clemente VII. E' un periodo interrotto da sporadici e brevi ritorni a Bologna, sua città natale.
 
A Roma conosce personalmente il Giovio, il Bembo, il Sadoleto e l'Aleandro oltre a Pietro Aretino, cui infligge due pugnalate non mortali nel 1525 per ragioni ignote. 
In due zibaldoni del Volta conservati nella Biblioteca Universitaria di Bologna, compaiono componimenti di Vittoria Colonna, del Navagero, del Molza, del Guidiccioni, del Tebaldeo, di Veronica Gambara. Probabilmente nei cenacoli umanistici romani conosce anche Jacopo Sannazzaro e legge una prima redazione del De Partu Virginis, poichè dedicherà l'ameno giardino di Casaralta "al dio Sebeto e alle Sirene". Il dio Sebeto è un'antica e rara divinità fluviale napoletana di cui Sannazzaro parla spesso nelle sue opere. Da queste frequentazioni al contatto con le dottrine neoplatoniche e orfiche (per non dire gnostiche), il passo è breve.

“Soma-sema” è la classica formula orfica che identifica il corpo con la tomba dell’anima.
Solo alla morte del corpo l'anima può resuscitare, ma di questo passaggio nella Pietra di Bologna non si fa cenno. Aelia Laelia Crispis sembra piuttosto tratteggiare le potenzialità che abbiamo prima di venire al mondo (anzi, prima di essere concepiti). A.L.C. (femminile come l’anima, ma non ancora uomo né donna né androgino, senza età né altre determinazioni) diventa Lucius Agatho Priscius (maschile come il corpo) all’atto del concepimento. Uccisa non da un elemento particolare (non dalla spada, non dal veleno né dalla fame) , bensì da tutte le cose, ovvero dalla sua stessa reificazione.

In altre parole, caso unico nella storia dell'epigrafia, la Pietra di Bologna racconta una nascita nei termini della morte.

In questo senso, Lucius Agatho Priscius - e non la lapide - sarebbe la tomba di Aelia Laelia Crispis e sempre per questo egli "sa e non sa" a chi è dedicata l'iscrizione. Questo spiega anche la rimozione dei tre versi “Hoc est sepulchrum intus cadaver non habens….”, mutuati da Agatia lo Scolastico e aggiunti al testo impropriamente e in un tempo successivo.
 
Dell'enigma di Bologna esistono altre versioni contemporanee o di poco precedenti a quella più nota, che presentano leggere differenze nel testo. Ho cercato una soluzione che si adeguasse a tutte. Ad esempio, nella versione milanese Lucius Agatho Priscius è "Laelia Crispis alias in cavo acuto", ovvero "Laelia Crispis con altro nome in una cavità acuta". L'utero, naturalmente.
 
Una soluzione che avrebbe qualcosa da dire anche nel dibattito odierno sugli embrioni. Chi uccide chi?

 
Bibliografia essenziale e informale:

- Aelia Laelia. Il mistero della Pietra di Bologna, ottima e arcinota raccolta di saggi a cura di Nicola Muschitiello pubblicata da Il Mulino nel 2000;
- Un Enigma Bolognese - Le molte vite di Aelia Laelia Crispis, a cura di Franco Bacchelli, Costa Editore. E' il catalogo dell'omonima mostra organizzata nel 2000 al Lapidario del Museo Civico Medievale di Bologna, con un bellissimo saggio del curatore;
- Casaralta - otto secoli di storia -, a cura del Gruppo Storico "De Caxaraltola", Tipografia "La Grafica Emiliana", 1973
 
 
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
E' la Pasqua di Resurrezione 2008, l'ultima della storia. Come dirò nel prossimo post.
 
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categoria:libri, deliri
sabato, 08 marzo 2008

Illusione SaxOra sto bene, grazie. Tutto passato.

Uso titoli in inglese solo se funzionali a giochi di parole. Questa volta oso parafrasare nientemeno che l'ultima fatica di Douglas Hofstadter, "I Am a Strange Loop" (a rischio di qualche triste battuta sull'hole in questione).

Secondo Hofstadter, reale e materiale non coincidono. Ci sono astrazioni che pure fanno parte della realtà: ricordi, convinzioni, strutture mentali, ecc. Le identità personali sono il risultato di un percorso complesso e graduale che conduce alla creazione degli "anelli nell'io" del titolo. Si tratta di rappresentazioni interne del sé a vari livelli, che interagiscono tra loro condizionandosi a vicenda.

Se cerchiamo di risalire all'origine, come quando srotoliamo tutta la liquerizia, in fondo non rimane apparentemente nulla. E se già adesso non c'è nulla, perchè temere che un giorno possa esserci di meno?

Siamo lo spazio delle nostre relazioni interne ed esterne, uno spazio fatto di significati che inventiamo e che non hanno alcuna realtà oggettiva. Siamo composti da infiniti frammenti sparsi che tendiamo inconsciamente a ricomporre in una unità immaginaria, ci crediamo "individui" ma siamo piuttosto "multividui".

In virtù di queste considerazioni, il defunto non è forse ancora vivo al suo funerale, con tutta quella gente di cui è un comune denominatore? (si potrebbe dire: con tutta quella gente che ancora lo contiene?)
Ci pensavo ieri in chiesa, mentre il senso comune influenzato da una buona dose di cattolicesimo voleva mio zio tra le schiere degli angeli. Sarà tra noi ancora per un bel po', solo più rarefatto.

NELLA PROSSIMA PUNTATA:
La soluzione dell'enigma AELIA LAELIA CRISPIS.

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categoria:deliri, tempi moderni
venerdì, 02 novembre 2007

"Non credo nelle otto del mattino. Però esistono.
Le otto del mattino sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo."
Andrew Masterson
, Gli Ultimi Giorni


Karl MarxMia madre insiste perchè le porti i miei vestiti da stirare. Ora, dico io: stirare è uno dei pochi lavori che faccio per me e non per altri. Quando stiro, come quando faccio da mangiare o passo lo straccio, provo la sempre più rara sensazione di fare qualcosa per me e non per un padrone o per un cliente. Perchè dovrei rinunciare?
Non voglio che mi tolga questa gioia. Se proprio mi vuol dare una mano, non può imparare a programmare e andare in ufficio al posto mio?

Karl, perchè fai quella faccia, non sei d'accordo? Guarda che questa dev' essere una conseguenza indiretta del corso di filosofia contemporanea di Università Aperta che seguo da due settimane a questa parte. Le prime quattro lezioni sono sul marxismo in Italia.

 E poi mentre stiro mi guardo dei film bellissimi sul PC (a proposito: sono senza TV dai primi di agosto, ma di questo parlerò un'altra volta): l'altra sera ho visto Non Si Sevizia Un Paperino, capolavoro di Lucio Fulci con Florinda Bolkan, Tomas Milian, Barbara Bouchet, Irene Papas.


Quando smetterò di farmi fregare dai revival anni '80? Dopo Righeira e Camerini, stendiamo un pietoso velo anche su Rettore all'Estragon la notte di Halloween. A fronte di un millantato "concerto", c'era solo lei che cantava sulle basi (che, per inciso, coprivano pure la voce). Cinque canzoni e via, tanti saluti a tutti, paganti e non. Dolcetto o scherzetto? Scherzetto, direi. "Dammi una lametta che mi taglio le vene....".
A quanto pare non sono l'unico a esserci rimasto male: sul guestbook dell'Estragon le indignazioni si sprecano.
Almeno dopo il "concerto" (si, come no), con la Paola s'è ballata un po' di musica anni '80: Cyndi Lauper, Madonna, Dead or Alive, Ricchi e Poveri, etc etc. Credo fosse dai tempi della "discoteca mobile" alle feste de L'Avanti a Osteria Grande che con mia sorella non ballavamo sulla stessa pista. Dagli anni '80, appunto. 8^) 

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Nello stereo: The Knife, Silent Shout

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categoria:casa, deliri, concerti
martedì, 23 ottobre 2007
Tira aria di censura sui blog: Grillo dal suo segnala che un certo Franco Riccardo Levi (chi è costui?) ha prodotto il testo di un disegno di legge, già approvato dal Consiglio dei Ministri, per il quale qualsiasi sito o blog dovrà essere depositato al Registro dell'Autorità delle Comunicazioni, con annessa burocrazia varia, bolli, permessi, etc etc. Ci eravamo abituati troppo bene, a poter dire quello che pensavamo.

Ora, non è tanto del mio modesto blog che mi preoccupo, quanto per Chinaski. Non so se vi rendete conto della tragedia che sarebbe non poter più leggere certe perle (su Soglia, Mezza Soglia e Soglia Marina ho riso un quarto d'ora).

Prima che sia troppo tardi - e ammesso che serva a qualcosa - colmo una lacuna e pubblico il mio disclaimer:

ExNihilo non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita’ . Non puo’ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

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Le immagini sono correlate agli argomenti di cui si scrive. Alcune, sono provenienti da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Qualora i soggetti proprietari fossero contrari alla pubblicazione non dovranno far altro che segnalarlo in modo da poter procedere ad una rapida eliminazione. 



Veniamo a me. Buon successo del concerto di MiaZia su Second Life, di cui vediamo una diapositiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mio avatar è quello sul palco vestito da suora.
Lunedì 29 sarà la volta di Nafs Kushi, progetto elettronico più vicino all'electro-glitch minimale. Alle 22:30 ora italiana, sempre alla CMB House of Music su Second Life.


 
Quest'anno i duri a morire del vecchio corso di scrittura si sono costituiti nella libera associazione di lettori/scrittori "Colonne d'Ercole". Siamo io, Anna, Cristina, Erik, Giorgio, Isa, Lorenzo, Luca, Marinella, Mauro, Vanes. Ecco qui il nostro sito nuovo di zecca. Contiene anche alcuni nostri lavori.




Last but not least
, rinnovo anche da queste righe un augurio: Fra, RIMETTITI PRESTO IN FORMA (anche se - ahimè - vorrà dire tornare al lavoro)


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I piedi mi si gelano. Ho acceso il riscaldamento?

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categoria:deliri, scrittura, tempi moderni, disclaimer, zerieuni
domenica, 15 luglio 2007
Al bando qualsiasi buon proposito di scrivere di più sul blog. Ormai il post è diventato un appuntamento mensile, ahimè. Una volta c'erano solo l'e-mail e il blog, tutt'al più qualche sistema di messaggistica tipo Skype o MSN.

Alle mode internettistiche non ci si sta più dietro: hai aperto un blog? sei già obsoleto, adesso va il microblog. In effetti forse riuscirei ad aggiornare più spesso un microblog che non il blog. E su MySpace ci sei con il tuo gruppo? Claro que si, non con uno solo ma con almeno mezza dozzina di gruppi. Ma anche quello è già preistoria, ora la musica si fa su Second Life.
Quanti nickname? Uno per ogni sistema. Le password poi non si contano.

E' partita la CMB House Of Music su Second Life, l'inaugurazione con prove virtuali dei TmSky è andata benone, buona risposta di pubblico e risonanza sulla stampa locale. Ripeteremo presto altre prove o concerti.
La Controfesta è andata abbastanza bene, a parte mille problemi con i quadri elettrici. L'esibizione dei Floyd Machine è stata spettacolare. Ecco un racconto della giornata, al netto degli ingastrimenti vari:


Controfesta"Il 7 luglio è una giornata calda e magica. Il caldo è assicurato dal bel tempo, che non ha dato il minimo segno di cedimento per tutto il giorno. La magia è quella dei numeri, per chi interpreta il 7/7/'07 come una data speciale. Di certo è speciale per noi, per questa Controfesta a Castel San Pietro Terme, la prima in otto anni interamente dedicata a un grande artista e alla sua creatura. Syd Barrett è scomparso esattamente un anno fa, i suoi compagni di viaggio e tanti altri che hanno subito l'influenza del suo genio gli hanno già reso omaggio in una grande kermesse londinese. Nel nostro piccolo vogliamo fare lo stesso.
La serata (doveva essere il tardo pomeriggio, ma è meglio così: alle 20 fa un po' meno caldo) si apre con i giovanissimi Ellephant, e le emozioni non tardano ad arrivare: alcuni brani degli album a cavallo tra i '60 e i '70 sono riproposti fedelmente. Anche i C.A.D. Maps, assieme al cantautore Adriano Modica, omaggiano Syd e i primi Pink Floyd, oltre a presentare alcuni brani propri.

Al sedicente "figlio dei Pink Floyd", alias Dario Antonetti, bastano una chitarra acustica, un amico percussionista e la solita ironia per catturare l'attenzione di tutti, compresi gli altri musicisti. Intreccia storie di omini vegetali, delusioni amorose e biciclette psichedeliche con tanto di effetto anatre sul finale. I Mariposa stravolgono i brani di Barrett in un caleidoscopio sonoro tra il serio e il faceto, con strumenti giocattolo e giochi di parole. Da veri professionisti, approfittano persino di un intoppo tecnico per esibirsi in un virtuosismo vocale, una versione a cappella approntata in quattro e quattr'otto per il pubblico in adorazione.

Alle 22:30 è il momento dei Floyd Machine e del loro curatissimo set, con luci e proiezioni che riproducono in scala ridotta (ma neanche tanto) i magniloquenti show degli originali. L'apertura è quasi ovvia: Speak to Me, Breathe, On The Run, Time... Poi una virata: non è tutto Dark Side, almeno non di filato. Altri brani si interpongono, li ricordo in ordine sparso: tanti da The Wall, le tre parti di Another Brick, Young Lust, persino Empty Spaces con i fiori che fanno l'amore sullo schermo circolare prima di divorarsi a vicenda, seguita dall' "inedita" What Shall We Do Now?, con musica e video sempre perfettamente sincronizzati. La voce su The Great Gig In The Sky fa accapponare la pelle, il sax è impeccabile e virtuoso su Money e Us And Them.

Un lungo intermezzo musicale prelude a Goodbye Cruel World, finale sussurrato della prima parte del concerto. L'ultimo mattone nel muro è messo con tanta precisione che qualcuno teme sia mancata di colpo la corrente. E invece è la dimostrazione del grande rigore con cui i Floyd Machine ricreano le atmosfere floydiane.

L'omaggio a Syd è commovente fino alle lacrime, quando il suo volto riempie lo schermo sulle note di Crazy Diamond. La luce è ancora accesa negli occhi, prima che diventassero "come buchi neri nel cielo". Poi ancora una stupefacente e personalissima versione di Atom Earth Mother, le scelte insolite di Fat Old Sun e The Gunner's Dream (che neanche gli originali hanno l'ardire di suonare più), l'incedere minaccioso di One Of These Days, l'immancabile Wish You Were Here.

Cluster One e High Hopes a chiusura del concerto non saziano ancora, il bis è richiesto a gran voce e concesso, anche se è già l'una. Sembra che le autorità ci abbiano graziato, così riparte un campione ben riconoscibile: voci che tra angoscia e apatia domandano "Is there anybody out there?". Eccome se ci siamo: tutto il parco Casatorre si fa sentire, ed è Comfortably Numb.

Ora si che ogni cosa è al suo posto."


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In Second Life faccio camping alla Money Island

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categoria:deliri, zerieuni, tmsky
domenica, 29 aprile 2007

"Più diventa tutto inutile e più credi che sia vero/
e il giorno della fine non ti servirà l'inglese"

F.Battiato, Il Re del Mondo

Mamma mia, quanti arretrati! Alla faccia di tutti i buoni propositi, non scrivo qui sopra da più un mese. Vediamo di rimediare.

 Ho letto notizie confortanti sulla Casio VL-Tone compilation (aka Tone Wars vol. 1): stanno ricevendo gli ultimi brani, cercando la grafica per la copertina, poi faranno il mastering e se tutto va bene uscirà entro fine maggio.
Nel frattempo questo nuovo progetto musicale ha trovato un nome: Nafs Kushi. Nafs Kushi è il termine Sufi per indicare l'abbattimento dell'ego, ovvero un'ascetica negazione del se'. L'idea è nata da questa catena di assonanze:
Chillo Diego -> Killo Diego -> Kill o' The ego (dove o' è l'abbreviazione di "of" - come in "Sign o' the times" di Prince) = uccisione dell' ego = Nafs Kushi.
C'è già anche la pagina su MySpace con il brano in streaming.

Nuovo pc portatile in arrivo. L'avrei dovuto cambiare da tempo, data la serie di applicazioni musicali che non riesco più a far girare sul mio, ma tenevo duro. E' stato SECOND LIFE a rendere l'acquisto non più procrastinabile, perchè richiede una scheda grafica ben migliore di quella che ho. Mi ha preso la Second Life fever, è un mondo pieno di implicazioni filosofiche ed economiche che qualcuno sta prendendo maledettamente sul serio. Basti pensare che su SL hanno aperto uffici anche la Farnesina e l'Italia dei Valori di Di Pietro.

Il pc arriva la prossima settimana, intanto mi sto leggendo questo libro di Mario Gerosa per arrivare preparato all'ingresso nel nuovo mondo. Spero di riuscire a collegarmi entro il 7 maggio, quando i Kai Zen presenteranno La Strategia dell'Ariete alla Grid Gallery in SL (qui le coordinate).

Fine del mio coinvolgimento nel progetto dark/industrial/IDM Neuropa. Ahimè, non si può prendere da tutte le parti e a qualcosa bisogna pur rinunciare. Ho mollato la situazione che mi rispecchiava meno di tutte, non senza tentare prima una soluzione di compromesso.

Forse pubblicherò un annuncio dare ripetizioni di Filosofia/Letteratura Italiana/Storia, per arrotondare un po' e tenere la memoria fresca su queste materie. Ok, è vero che sarà difficile trovare qualcuno che abbia bisogno di ripetizioni in queste materie, sarebbe più facile trovare per latino, matematica, etc etc, ma pubblicare l'annuncio non mi costa niente e chissà che qualcuno non risponda.

A proposito di annunci: la settimana scorsa mi è arrivata la mail di uno che chiedeva ancora dei gattini... ma non le leggono le date di pubblicazione??? L'annuncio era di luglio 2006.

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Pancho piange per uscire in giardino dalla finestra della cucina, anche se è aperta quella della camera. Ha tutta una sua teoria sul fatto che passando da una o dall'altra si acceda a realtà diverse, ma non mi è ancora ben chiara.

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categoria:deliri, zerieuni
domenica, 04 febbraio 2007
"Non l'amavo abbastanza da dimenticare che non sono bello.
Una delle volte che partivo da Parigi, mi disse in mezzo al suo salotto: «Ho da dirvi una parola», e in un corridoio che portava a un'anticamera dove per fortuna non c'era nessuno, mi baciò sulla bocca.
Ricambiai con ardore, ma il giorno dopo ero partito e tutto finì lì."
Stendhal, Ricordi d'egotismo


In un corridoio che portava a un'anticamera dove per fortuna non c'era nessuno.

Eppure è coerenza: la filosofia felina, l'attrazione per le discese... A forza di discendere, toccherò il fondo. Forse l'ho già fatto: che sia stato il concerto dei TMSKY a Cà Vaina di lunedì scorso, con Sid unico spettatore? E' stato surreale, Lynchiano. Ci aspettavamo di veder uscire dalle tende della sala il nano che parla al contrario.

COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Soerba, Playback
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categoria:deliri, tmsky
sabato, 13 gennaio 2007
1. Da quando mi sono infossato con la macchina, prima di Natale, provo un'attrazione fortissima per fossi, discese, pendii. Per non farmi prendere dalla smania di imboccare una discesa "fuori pista" mi devo concentrare e pensare "non è cosa buona, non si fa, non lo fare"
Forse dovrei sfogarmi con il parapendio.

2. Ho provato sui miei lavandini un detergente anticalcare che ho preso alla Coop. Sembra proprio efficace e questa cosa mi ha rallegrato. Devo preoccuparmi?


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Pancho gioca per casa con un laccio da scarpe
Voci indistinte dal condominio
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categoria:deliri
lunedì, 01 gennaio 2007
Ecco che, al di là di ogni previsione, è arrivato il 2007.

Domani sarà un anno dall'arrivo di Lulù. Un po' alla volta mi si schiudono le porte della filosofia felina. Sto stilando un decalogo in cui ad ogni atteggiamento corrisponde un insegnamento. Sono arrivato a 3 (wow! sono tutto sudato...):

1) Ti disfo il divano con le unghie = non attaccarti alle cose. Sono cose e in quanto tali poco importanti.

2) Ogni tanto mi occupo io degli approvvigionamenti (porto  un passerotto, una lucertola, un topino) = fai si che la tua sopravvivenza non dipenda del tutto da qualcun altro, sii capace di pensare a te stesso. E dimostralo: che si sappia che te la sai cavare anche da solo.

3) Dopo cinque minuti che mi accarezzi e ti faccio le fusa, con uno scatto ti addento la mano = dedicati agli affetti ma con parsimonia.

Non sono uno studente modello, ultimamente ho marinato un po' di lezioni. Pancho, Lulù, sono tornato!

ARRETRATI:
Ho visto Vinicio Capossela all'Estragon. Bel concerto natalizio: Brucia Troia cantata con la maschera da minotauro, Vincenzo Vasi bravissimo al Theremin, divertenti intermezzi di un prestigiatore, divagazioni su classici di Natale riveduti e caposselizzati.

Anche il concerto di Natale dei Neuropa all'Ekidna è andato bene, nessun intoppo. Prossimo impegno per i Neuropa (forse con altro nome): Nuvole d'Azoto, primo festival di musica sperimentale il 14 aprile 2007 al Teatro Dadà di Castelfranco Emilia.


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Pancho dormicchia sul divano.
Nello stereo: Artisti Vari, A Bugged Out Mix by Miss Kittin
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categoria:deliri, concerti, ospiti
giovedì, 28 dicembre 2006
Manuel Bongiorni, alias Musica per Bambini, mi manda un bell'augurio per le feste in forma di MP3 sulla musica barocca della sua "Lord Hamilton di Walthunn".
Lo giro pari pari sul blog come esorcismo.

LORD HAMILTON CHRISTMAS VERSION


Lord Hamilton di Walthunn,
nel giorno di Natale
alberghi il vostro cuore un orrido dolore,
ogni forma di male

E Sant'Estefano vi trovi malsano
Per il nuovo anno, al giorno un malanno

Per l'epifania una carestia,
la lebbra e la peste che tutte le feste
vi portino via!
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categoria:deliri
domenica, 26 novembre 2006

La realtà è un continuo collasso di probabilità, o un collasso di potenzialità. Ho due nuovi compiti per il corso di scrittura: per il primo non so ancora cosa scrivere. Il secondo folle compito è questo:

immaginate che il protagonista del vostro romanzo si rompa l'alluce. Descrivete la sua reazione.

Svolgimento:
Gli sembrava incredibile che per un danno così piccolo e insignificante ci fosse bisogno di una stampella. Eppure gli mancava l'equilibrio, non riusciva a stare in piedi a causa di quel maledetto alluce. Per non dire del dolore, senz'altro sproporzionato alla dimensione del dito rotto. Achille prese un foglio dallo stipo, intinse la penna nel calamaio e scrisse "ALLUCE" a grandi lettere. Pensava che, se fosse riuscito a giocare con quella parola, a trovarle un contesto positivo o a ribaltarne la lettura, avrebbe ribaltato anche il corso della sua infermità e il dolore, invece di crescere,si sarebbe ridotto fino a scomparire del tutto. Rimase chino sul foglio per un paio d'ore, scarabocchiando anagrammi, riscrivendo la parola in un verso e nell'altro: ALLUCE, ECULLA. Cercò un'idea gradevole, qualcosa che desse sollievo alle fitte lancinanti che salivano dal piede su fino al polpaccio. La cosa che più di tutte alleggeriva il suo animo era il pensiero di Gentile, le giornate passate assieme nella villa di Casaralta, le effusioni al calore del fuoco nel grande camino del salone principale. Allora giunse a un risultato soddisfacente. Prese un foglio pulito e vergò la sua frase a grandi lettere:

ANNODA L'ALLUCE E CULLA LA DONNA

Lo poteva leggere anche al contrario e il senso non cambiava. Fissò immobile il foglio per alcuni secondi attendendosi una reazione. Credette davvero di sentire una forza arcana che risucchiava il male fuori dal suo corpo, si alzò di scatto dalla sedia, e se la stampella non fosse stata a portata di mano, sarebbe certo stramazzato al suolo per la nuova vertigine che il dolore gli provocò.

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C'è questo Manuel Bongiorni, in arte Musica Per Bambini, che fa un genere elettronico assolutamente fuori da classificazioni. L'ho scoperto per caso ascoltando B-Side su Radio Deejay, mi piace molto.

- Ciao Diego, sono Francesca
- Sssst! Non voglio essere disturbato mentre gioco a "Chi ha bisogno di chi".

Cosa succede mentre scrivo questo post:
Nello stereo: Musica Per Bambini, M _ _ sica

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categoria:deliri, scrittura