Google
mercoledì, 20 agosto 2008
"Non appena, volendo tentare, scendiamo in noi stessi e, drizzando la conoscenza verso il nostro interno, vogliamo renderci di noi consci appieno, ci perdiamo in un vuoto senza fondo, simili a cava sfera di vetro dal cui vuoto parli una voce, della quale non è possibile trovar nella sfera una causa: e mentre facciamo per ghermire noi stessi, rabbrividendo non afferriamo altro che un vano fantasma"
(A. Schopenhauer, Il Mondo come volontà e rappresentazione, Libro Quarto).


La citazione di oggi porta con sé una conseguenza tranquillizzante: il solipsismo non si supera confidando nell'esistenza altrui, bensì abbandonando la fede - perchè di fede si tratta - nel proprio io.

Un anno fa ero entusiasta di Second Life, un luogo in cui potevo immedesimarmi nel personaggio che volevo, aprire con due euro un'attivita poco meno che reale e interagire con gente da tutto il mondo.
Oggi anche Google sforna il suo mondo virtuale, Lively, simile a SL ma organizzato in camere invece che in appezzamenti di terreno e isole. Che noia.
Forte di un'esperienza in SL ormai conclusa, mi chiedo come mai, dopo l'entusiasmo iniziale, questo mondo virtuale non abbia avuto il piglio che ci si aspettava.
 
Leggo su Kataweb: "La chiave del successo [di Lively] potrebbe essere l'innesto diretto del programma dentro al proprio browser, uno scoglio che con buona probabilità ha provocato le difficoltà di Second Life."
Tutto qui? Dunque il mea culpa non va oltre qualche handicap tecnico? Mi sembra piuttosto che SL e derivati siano troppo simili al modello meccanicistico della realtà per essere interessanti, sia nella forma che nella struttura soggiacente (ok, gli avatar possono volare e teletrasportarsi, wow!):

- il mondo di Second Life è statico e indipendente dagli avatar. La sua essenza è rappresentata da righe di codice e tabelle di database, mentre l'apparenza sensibile è quella che compare sullo schermo in forma grafica. E' uguale per tutti e trasformabile solo costruendo;
- a ogni "giocatore" corrisponde uno e un solo personaggio (a meno di registrare più avatar, che non si possono comunque governare contemporaneamente);
- invece di ricomporre il guasto cartesiano della separazione tra mente e corpo, l'avatar e le sue modalità di controllo non fanno che aggravare quel falso distacco rafforzando la metafora del controllore e del controllato.
 
Cosa ce ne facciamo di un altro mondo che funziona come questo? Potremmo almeno cambiare modello e fare in modo che:

- il mondo virtuale non sia scritto a priori ma si determini man mano che viene esplorato, in base a funzioni di probabilità;
- ciascun giocatore controlli una propria realtà e non un avatar, e le diverse realtà si determinino reciprocamente in maniera meno controllabile;

Sarebbe un modello diverso, ma con un risultato finale ancora molto simile alla vita reale. Se proprio vogliamo creare una realtà virtuale, reinventiamola da zero, dal livello più basso, che non è quello dei protozoi. Riscriviamo alcuni concetti base, a cominciare da altro-da-sé, causalità e passato.
 
Mi fermo qui. Cari amici di Mountain View, non posso mica lavorare per voi gratis. In questa triste realtà, le idee si pagano. Se interessa approfondire, assumetemi.


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Nello stereo: Musica Per Bambini, M__sica
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venerdì, 15 agosto 2008

 

I sintetizzatori mi impediscono di raggiungere la buddhità. Quando sono ormai certo di essermi liberato di qualsiasi desiderio materiale, la Korg sforna qualche giocattolo irresistibile, così devo ricominciare da capo.

Questa l'ultima tentazione a cui ho ceduto. 

Non basta neanche l'esempio continuo dei miei maestri felini a farmi desistere. E intanto mia zia (che non è MiaZia) si incazza perchè non vado in ferie.

 

Zia appena rientrata dalla Sardegna: "E tu dove vai di bello?"
Io: "Da nessuna parte, sto a casa, mi rilasso per tre settimane"
Zia: "Ma come! @!#%*!"
Io: "Tra l'altro mi sono impegnato con il gattile per andare a fare qualche ora, visto che molta gente è via"
Zia: "Ah, bè, se guadagni qualche soldino..."
Io: "No, guarda, è volontariato, ci vado per i gatti, non per i soldi"
Zia: "@!#&%*!"

Valle a spiegare che in vacanza sono andato in un negozio di strumenti musicali.

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Nello stereo: Crystal Castles

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categoria:deliri, tempi moderni, miazia
domenica, 18 maggio 2008

Capitan Italia

Riciclo PARO PARO il commento che ho postato sul sito di Colonne d'Ercole a proposito di New Italian Epic (qui il documento di Wu Ming 1):

SAPESSI COM'E' STRANO...
...sentirsi postmodernista a Bologna, culla del NIE (Wu Ming, Lucarelli, Evangelisti, 50% di Kai Zen...) 
 
Chi segue i Wu Ming dai tempi del seppuku di Luther Blissett, sa bene che una certa avversione all'introspezione era già ben espressa nel loro atto di nascita (la dichiarazione d'intenti del 2000), dove formalizzavano per la prima volta questa totale dedizione alla storia e ai suoi protagonisti minori. Dicevano appunto: "vero protagonista della storia non è il Grande Personaggio né l'Individuo-monade". E anche: " L'approccio di Wu Ming alla produzione culturale implica l'irrisione continua d'ogni pregiudizio idealistico e romantico sul genio, l'ispirazione individuale e altra merda del genere." 
A otto anni da quel documento, malgrado alcune promesse non mantenute, la loro filosofia non sembra essere cambiata e forse hanno ritenuto opportuno ribadirlo con questo nuovo pamphlet (che pure compare a nome del solo WM1). 
 
Non so, a me non sembra molto credibile un auto-re che auto-definisce con tanta meticolosità i confini del genere che pratica. La mia impressione è che l'effetto preceda la causa. Chiedo: si può essere scrittori collettivi e produrre qualcosa di intimista? (attenzione: non è la solita domanda sul supposto stile piatto dei collettivi, mi riferisco a un limite legato al GENERE) 
E' proprio vero che la scrittura fondata su pregiudizi idealistici e romantici sia borghese e scevra da funzioni sociali? 
Ho l'impressione che i WM siano New Italian Epic perchè non possano fare altrimenti. Peccato che WM1 cerchi di inglobare in questa categoria testi e autori assolutamente liberi di essere altro. 
 
Il postmodernismo ha trasformato l'individuo in multividuo e ha reso piuttosto complicato guardarsi dentro (un titolo come "L'incapacità di possedere la creatura, una e multipla" sarebbe una sintesi perfetta di questo concetto, se non si riferisse a tutt'altro). Figuriamoci moltiplicare un certo tipo di introspezione per cinque e far entrare tutto in un quadro unitario leggibile. Insomma, se per la molteplicità del primo grado, comunemente definita "io", un certo tipo di scrittura è consentito, la molteplicità di secondo grado propria dei collettivi la esclude a priori. Normale dunque che sia loro invisa. 
 
Si capisce persino dalle branche della scienza che vengono chiamate in causa a proposito del N.I.E.: la biologia (il DNA, l'evoluzione della specie), l'astronomia (l'età e il destino del sistema solare). Ci si ferma alla relatività di Einstein. Eppure non sono solo l'idealismo e il romanticismo a portare sulla strada dell'incertezza: la fisica e la logica del '900 hanno contribuito a rendere più vaghi i confini dell'uomo (basti citare i teoremi di indeterminazione e di incompletezza). Per chi si spinge fino alla meccanica quantistica, ecco che qualche forma di antropocentrismo ricomincia ad avere senso: quello ateo e costruzionista
 
Sono un giapster di vecchia data, ammiro i loro romanzi, lo stile, le battaglie per il copyleft e quelle sociali. Su Carmilla online c'è persino uno splendido articolo di WM5 su Filosofia e neuroscienze. Sono le prese di posizione tagliate con l'accetta a lasciarmi sempre molto perplesso. Non sarebbe più elegante praticare il genere che si vuole con gli scopi che si vuole e lasciarlo definire ai posteri?
 
Firmato: un individuo monade
 
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categoria:deliri, scrittura, tempi moderni
sabato, 08 marzo 2008

Illusione SaxOra sto bene, grazie. Tutto passato.

Uso titoli in inglese solo se funzionali a giochi di parole. Questa volta oso parafrasare nientemeno che l'ultima fatica di Douglas Hofstadter, "I Am a Strange Loop" (a rischio di qualche triste battuta sull'hole in questione).

Secondo Hofstadter, reale e materiale non coincidono. Ci sono astrazioni che pure fanno parte della realtà: ricordi, convinzioni, strutture mentali, ecc. Le identità personali sono il risultato di un percorso complesso e graduale che conduce alla creazione degli "anelli nell'io" del titolo. Si tratta di rappresentazioni interne del sé a vari livelli, che interagiscono tra loro condizionandosi a vicenda.

Se cerchiamo di risalire all'origine, come quando srotoliamo tutta la liquerizia, in fondo non rimane apparentemente nulla. E se già adesso non c'è nulla, perchè temere che un giorno possa esserci di meno?

Siamo lo spazio delle nostre relazioni interne ed esterne, uno spazio fatto di significati che inventiamo e che non hanno alcuna realtà oggettiva. Siamo composti da infiniti frammenti sparsi che tendiamo inconsciamente a ricomporre in una unità immaginaria, ci crediamo "individui" ma siamo piuttosto "multividui".

In virtù di queste considerazioni, il defunto non è forse ancora vivo al suo funerale, con tutta quella gente di cui è un comune denominatore? (si potrebbe dire: con tutta quella gente che ancora lo contiene?)
Ci pensavo ieri in chiesa, mentre il senso comune influenzato da una buona dose di cattolicesimo voleva mio zio tra le schiere degli angeli. Sarà tra noi ancora per un bel po', solo più rarefatto.

NELLA PROSSIMA PUNTATA:
La soluzione dell'enigma AELIA LAELIA CRISPIS.

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categoria:deliri, tempi moderni
lunedì, 18 febbraio 2008

«In fondo, (...) si sente oggi che il lavoro come tale costituisce, la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio di indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità di energia nervosa, e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, sognare, al preoccuparsi, all'amare, all'odiare».
Friedrich Nietzsche, "Aurora" 1881

 «La sfacciata richiesta di sprecare la maggior parte dell'energia vitale per un fine tautologico, deciso da altri, non è stata sempre a tal punto interiorizzata come oggi. Ci sono voluti diversi secoli di violenza aperta su larga scala per far entrare, letteralmente a forza di torture, gli uomini al servizio incondizionato dell'idolo lavoro»
Gruppo Krisis, Manifesto Contro Il Lavoro

 

ShitworkerA.A.A.A. Cercasi disperatamente comune (UNA comune, s'intende) che possa accogliere un sedicente filosofo e due gatti.

E' incredibile la quantità di impieghi inutili che l'uomo inventa pur di mantenere in vita il lavoro e questa meraviglia di sistema. Ci sono persone che si arrabattano da mattina a sera per giustificare il proprio ruolo all'interno della macchina. Il problema è la quantità di soggetti di questo tipo con cui ho avuto a che fare di recente per il mio lavoro, che pure non scherza in quanto a superfluità. Questa quantità, dicevo, ha superato la mia personale soglia di tolleranza.

Per fortuna ho elaborato un paio di piani:

Piano A (detto anche piano "American Beauty" - si veda il film): contribuisco nel mio piccolo alla vittoria di Veltroni, aspetto che garantisca - come dice - 1000 Euro di stipendio mensile anche all'ultimo dei precari, poi mi iscrivo a un'agenzia di lavoro interinale e incomincio a vagare tra fast food, cessi di Autogrill e call center di compagnie telefoniche, fregandomene della soddisfazione del cliente almeno quanto il mio titolare se ne fregherà della mia. Qualche privazione in più (più di così? coraggio pure), ma del resto tutto simile a prima.

Piano B: aspetto che fallisca senza appello anche l'ennesimo progetto musicale che ho intrapreso e in cui ho riposto qualche speranza, poi cerco un monastero induista di scuola Advaita Vedanta ove possa riflettere vita natural durante sulla realtà non-duale del mondo. Potrebbe lenire il dolore, ma anche peggiorare la situazione, con questa storia che devi conoscere te stesso, identificare il mondo con il sè, e allora perchè il mondo non va come voglio io? E i gatti dove li metto? Ah, già, i gatti. Niente, come non detto.

Mah, ogni tanto piombo in questo stato di sconforto lavorativo. Dev'essere un problema di chimica cerebrale, o forse di digestione (che poi è la stessa cosa). Forse un chimico saprebbe spiegarlo.


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Ripenso a "Il sesto senso": ci sono film che finiscono con la rivelazione sconvolgente di qualcosa che pure era sotto gli occhi di tutti. Ti tocca guardarli daccapo per accorgerti degli indizi che la prima volta ti erano sfuggiti, benchè sparsi in tutte le scene.

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categoria:tempi moderni
sabato, 26 gennaio 2008

"Secondo voi è normale che un 60enne si compra e scatta con una canon ixus a 7 megapixel e noi GIOVANI andiamo a ricercare le peggiori macchinette della storia della fotografia? No, non è normale.
Ma ormai la normalità a questo mondo non è più di casa, e se me lo permettete io non me ne faccio nulla di 7 megapixel di realtà, perchè alla fine la realtà stanca e dato che siamo ancora giovani, evadere e vedere la realtà filtrata da un fondo di bottiglia può salvare."
Forum LOMO - Lomo Mania

"Tu non sei fesso, tu PAGHI per essere fesso!"
Anonimo

 


 

 

 

 

 

 

 

LTutta notte a chiedermi: una foto racconta più cose del soggetto che riproduce o del fotografo che l'ha scattata? Dipende dai casi. Direi che le foto di cronaca, le foto ricordo, le fototessera dicono ben poco del fotografo.

Non mi è mai piaciuto fare foto. Sono forse una riproduzione esauriente di un istante di vita? No. Aiutano a provare l'esistenza oggettiva del mondo? Magari.
Eppure sono rimasto succube della filosofia dello scatto spensierato, degli effetti speciali artigianali da applicare a macchinette ben poco serie (le cosiddette toy cameras), dell'abolizione del mirino e del shooting-from-the-hip. L'esito di tutto questo, sviluppato e stampato, racconta un bel po' di cose su chi sta dietro l'obiettivo.

In questo senso, ogni lomografia è un autoscatto. Ecco un'interpretazione che mi convince e soddisfa il mio individualismo. Farò solo ed esclusivamente foto che mi rappresentano, qualunque sia il soggetto inquadrato.

COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Una vicina pulisce le scale, perchè l'impresa non viene più. Ora che ci autogestiamo, abbiamo un corridoio talmente pulito ma talmente pulito che quando ESCO mi viene da spazzarmi i piedi nello zerbino. 

Ah, dimenticavo: la "politica". Si, quella del governo Prodi che cade, di demente Mastella e di sua moglie, della legge Porcellum, dei cannoli di Cuffaro, degli sputi di Barbato in Senato.
Per forza la dimenticavo, questa "politica" non merita neanche uno straccio di commento.

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categoria:casa, tempi moderni
mercoledì, 02 gennaio 2008

Vorrei ringraziare da queste righe tutti coloro che mi hanno incluso nei loro invii di massa di auguri di Natale e di Capodanno via SMS. Grazie, grazie, grazie.

Scusate se non ho risposto. A parte alcuni rarissimi casi in cui proprio non mi posso esimere, non rispondo mai ai messaggi di massa. In generale, non rispondo ai messaggi che non contengono il mio nome, tipo: "Ciao [nome], tanti auguri...", oppure "Ciao [nome], come stai?", o qualche altro elemento che lasci intendere che il messaggio era volutamente destinato a me. Sarà che con il mio telefono non so fare un invio multiplo (è talmente vecchio che forse non si può fare), ma io cerco sempre di personalizzarli.

Comunque grazie ancora, e continuate a fare la felicità degli operatori di telefonia con le Christmas Card o le Carte Auguri o come diavolo si chiamano, così potrete sempre mandare gli auguri in un colpo solo a tutta la vostra rubrica, senza pensarci veramente.

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In radio c'è Platinette

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categoria:tempi moderni, zerieuni
martedì, 23 ottobre 2007
Tira aria di censura sui blog: Grillo dal suo segnala che un certo Franco Riccardo Levi (chi è costui?) ha prodotto il testo di un disegno di legge, già approvato dal Consiglio dei Ministri, per il quale qualsiasi sito o blog dovrà essere depositato al Registro dell'Autorità delle Comunicazioni, con annessa burocrazia varia, bolli, permessi, etc etc. Ci eravamo abituati troppo bene, a poter dire quello che pensavamo.

Ora, non è tanto del mio modesto blog che mi preoccupo, quanto per Chinaski. Non so se vi rendete conto della tragedia che sarebbe non poter più leggere certe perle (su Soglia, Mezza Soglia e Soglia Marina ho riso un quarto d'ora).

Prima che sia troppo tardi - e ammesso che serva a qualcosa - colmo una lacuna e pubblico il mio disclaimer:

ExNihilo non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita’ . Non puo’ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

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Le immagini sono correlate agli argomenti di cui si scrive. Alcune, sono provenienti da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Qualora i soggetti proprietari fossero contrari alla pubblicazione non dovranno far altro che segnalarlo in modo da poter procedere ad una rapida eliminazione. 



Veniamo a me. Buon successo del concerto di MiaZia su Second Life, di cui vediamo una diapositiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mio avatar è quello sul palco vestito da suora.
Lunedì 29 sarà la volta di Nafs Kushi, progetto elettronico più vicino all'electro-glitch minimale. Alle 22:30 ora italiana, sempre alla CMB House of Music su Second Life.


 
Quest'anno i duri a morire del vecchio corso di scrittura si sono costituiti nella libera associazione di lettori/scrittori "Colonne d'Ercole". Siamo io, Anna, Cristina, Erik, Giorgio, Isa, Lorenzo, Luca, Marinella, Mauro, Vanes. Ecco qui il nostro sito nuovo di zecca. Contiene anche alcuni nostri lavori.




Last but not least
, rinnovo anche da queste righe un augurio: Fra, RIMETTITI PRESTO IN FORMA (anche se - ahimè - vorrà dire tornare al lavoro)


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I piedi mi si gelano. Ho acceso il riscaldamento?

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categoria:deliri, scrittura, tempi moderni, disclaimer, zerieuni
lunedì, 10 settembre 2007
Al Vidèi c'erano trecentomila persone, che io a momenti non sapevo più come tornare a casa, perchè avevano chiuso le strade del centro e dirottato tutti gli autobus.
Al Vidèi c'era Beppe Grillo che faceva un gran casino, e grandi gli Skiantos e Alessandro Bergonzoni e tutti gli altri che hanno parlato dal palco, anche se sono rimasto fino alle sette e poi sono andato via.

Il ViDèi si scriverebbe V-Day, ma a me piace di più ViDèi. Anche perchè del ViDèi adesso ci sono tutti i vìdei su You Tube. I vìdei del ViDèi. Come questo.

 

Divagazione: dopo NIN e Tool non potevo perdermi un'altra grande accoppiata di artisti che suonavano in zona: Righeira + Alberto Camerini alla festa della birra di Chiavica. Sono stati l'esempio di come mandare a culo l'ondata revival anni '80. Diciamo pure che l'unica cosa da salvare era la band di Nearco.

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Il Kaspersky mi fa una scansione antivirus. Ho preso un W32.Bagle che mi sta facendo impazzire

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categoria:tempi moderni
domenica, 17 settembre 2006
Villaggio: "Senta, c'è il pranzo a bordo?"
Hostess: "Si, che 'vvoi? Semi o lupini?"
Neri Parenti, Pappa e Ciccia




"Il mercante di pietre" è il nuovo film di Renzo Martinelli con Harvey Keitel. Racconta di un italiano convertito all'Islam che seduce una donna perchè diventi il veicolo di una "bomba sporca", ovvero un ordigno contenente elementi radioattivi. Il messaggio di Martinelli è chiaro: il nemico è tra noi, stiamo all'erta e smettiamola di essere permissivi con questa gente o rischiamo di soccombere.
Harvey Keitel si è detto d'accordo e onorato di aver preso parte al film. Lo preferivo nei panni di mr. Wolf in Pulp Fiction.

Ecco un estratto da un'intervista a Martinelli: « Il messaggio di papa Ratzinger, nelle sue encicliche, è che dio è amore. Se l'Occidente non riaffermerà i propri valori morali, la sacralità della vita, l'uguaglianza tra uomo e donna, in una parola le radici cristiane, sarà fagocitato dall'Islam »

Che quello delle radici cristiane d'Europa sia un grande equivoco lo ricorda il nome stesso del continente: Zeus si trasformò in toro per rapire Europa, bellissima figlia di un re di Tiro, e dalla loro unione nacque Minosse, futuro re di Creta. In onore di Minosse e di sua madre, i Greci diedero nome Europa al continente che si trova sopra Creta.

Il concetto di democrazia, così come la matematica, la logica e le scienze naturali, sono nate nell' ambiente pagano dell'antica Grecia. Dalla caduta delle città-stato greche alla nascita delle moderne democrazie sono trascorsi quasi due millenni, periodo in cui - per buona parte - l'Europa è stata soggetta a regimi autocratici e oligarchici cristiani, in cui il re veniva spesso legittimato da un'incoronazione papale. L'umanesimo rinascimentale è stato influenzato in buona parte dalla riscoperta dell'antichità precristiana, mentre Giordano Bruno veniva mandato al rogo dalla Chiesa per le sue idee liberali. Galileo dovette abiurare ("Eppur si muove..."), Cartesio dovette fuggire in Olanda per trovare un clima più libero mentre in quello stesso luogo Spinoza utilizzava mille stratagemmi per riuscire a pubblicare il suo pensiero senza incorrere in alcuna condanna.

La Storia dice attraverso questi fatti (e molti altri) che gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà ai quali l’Europa di oggi aspira e nei quali vorremmo tutti riconoscerci, si sono fatti strada nonostante, e non grazie, alle radici cristiane.

Ricorrere al cristianesimo per respingere l'ondata islamica è un po' come contrastare la politica di destra con un indulto (ogni riferimento a fatti realmente accaduti...)

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categoria:tempi moderni
sabato, 26 agosto 2006
Se vogliamo cogliere le cose, ritorniamo in definitiva a nient'altro che lo specchio. Questa è la più universale storia della conoscenza (chiosa d'un genio). Contraffazione ottica, appunto, da cui il famigerato "guardarsi dentro", autentico strabismo che, nell'equivoco di una risibile sfera interiore, tanta insania ha definito "coscienza".
Carmelo Bene, Quattro momenti su tutto il nulla



Quasi due settimane di silenzio, a parte l'edizione straordinaria per le foto di Tigro. CHE NON SUCCEDA MAI PIU'!

Dunque, anche Ado ha trovato una sistemazione e molto probabilmente d'ora in avanti si chiamerà Rosina, come ha deciso la sua nuova piccola amica. E' un bel nome, sono proprio contento per lei e per i suoi nuovi ospiti. Magari tra qualche tempo avrò una sua immagine da pubblicare qui.

Pancho, come reazione, se la prende con i miei piedi mentre mangio. Prima si sfogava giocando con sua sorella, ora tormenta sua madre e me.

Lulù non fa che ricordarmi di non attaccarmi alle cose a modo suo, cioè facendosi le unghie sui braccioli del divano nuovo. Ha ragione, ma due scoppole - quando riesco a beccarla - le prende lo stesso.

In queste due settimane... vediamo... ho visto un bel film francese, "L'amore sospetto", titolo originale "La Moustache". Mi è piaciuto molto, soprattutto il finale aperto. La trama è qui. Poi ho comperato in Sala Borsa un giallo che ha per soggetto l' Aelia Laelia. Non ci si può distrarre un attimo che subito ti fregano le idee... Si intitola "Il mistero della pietra" ed è scritto da Sandro Samoggia per l'editore Costa di Bologna. Lo sto leggendo tutto d'un fiato per vedere quanto è simile a quello che avevo in mente (ahimè solo in mente) io.


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Nello stereo: Diamanda Galas e John Paul Jones, The Sporting Life
Pancho e Lulù si ammazzano di corse dentro e fuori casa
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categoria:tempi moderni, ospiti
sabato, 03 giugno 2006
GlobabilmenteNell'ormai celebre lettera che lo psiconano ha spedito a Zapatero (e ad altri capi di stato europei), c'è scritto:
"La coalizione che guido è risultata globabilmente maggioritaria in termini di voti ma minoritaria in termini di maggioranza parlamentare."
Un bell'avverbio inesistente è certo il modo migliore per descrivere la coalizione che guida.

Intanto è uscito un libro scritto da un collettivo anonimo che, in forma romanzata, racconta di un realistico e tremendamente (globabilmente?) possibile broglio elettorale nel corso delle ultime elezioni politiche. Ma non della sinistra, come temeva il cavaliere.
Possibile che tutti i sondaggi avessero sbagliato nello stesso modo? Possibile che alle amministrative, comprese le ultime, la sinistra stavinca mentre alle politiche ci siano pochi voti di scarto?

Ecco l'articolo di Repubblica che parla del libro:

La Repubblica - 24-05-2006

Una fantaricostruzione sulle elezioni: i sondaggi sbagliati, milioni di schede bianche svanite
Il voto, il Tycoon, il Curato la lunga notte del Broglio

PINO CORRIAS

C´erano nuvole come lividi e schede elettorali nelle urne. L´Italia intera aspettava il responso. Che venne nelle prime ore di lunedi´ pomeriggio 10 aprile: la Sinistra del Curato verso la vittoria con 5 punti di distacco dalla Destra del Tycoon. Come avevano previsto tutti i sondaggi da molte settimane perforando la superficie statistica del corpo elettorale, i suoi malumori, le sue intenzioni. Cinque punti. Fine di un´era già al primo exit poll. Nonostante la legge elettorale balorda, le tv, i condoni, l´Ici cancellata, il chilo di cerone. Cinque punti. A Roma sta per cominciare la festa con il Curato in piazza. Si annunciano bagni di folla. Con le bandiere al vento. Evviva. Invece no. Invece alle 17 precise di quel memorabile lunedì di spoglio elettorale la luce cambia, il vento si spegne, i dati rallentano. Poi arrivano, ma come grandine. I cinque punti di distacco diventano quattro, poi tre. Poi nulla, sparito il vantaggio al Senato. Terremoto alla Camera. Intanto il ministro degli Interni lascia il Viminale e va a casa del capo della Destra, come non era mai successo durante uno spoglio elettorale. Intanto l´investigatore privato Biondo sparisce dalla circolazione lasciando Lara, la sua segretaria, a singhiozzare in tacchi a spillo. Intanto Freddy, l´inviato de La Cronaca, sente puzza di bruciato e mette in allerta i suoi sensori da labirinto. C´è una notizia in fondo a questo mistero elettorale. Glielo dice il naso, l´esperienza, il suo sesto senso da complotto e i baci di Lara. La notizia si chiama: il Broglio. Il libro si chiama Il Broglio. Primo esperimento di letteratura simultanea che un tempo si sarebbe chiamato “istant book”. Pensato, scritto, stampato in poco più di un mese. Autore multiplo insaccato in un nome collettivo: Agente italiano. Casa editrice: Aliberti, di Reggio Emilia. Collana: I Lunatici, curata da Beppe Cottafavi specializzato in molte avventure letterarie e in un celebre dispetto a Susanna Tamaro confezionato con il suo amico Daniele Luttazzi “Va´ dove ti porta il clito” con un bel seguito di processi, vendite e assoluzioni. Ma qui la parodia non c´entra. Qui c´entra il giallo politico. Lo psico mistero di un capo del governo, il Tycoon, che per settimane annuncia di temere brogli elettorali ai suoi danni sebbene abbia il controllo di tutti i controlli, e poi diventa il surfista di una rimonta talmente anomala da imbarazzare persino i suoi alleati, travolti dalla sua stessa riscossa. Freddy mette in fila gli indizi. Si attacca al telefono. Consuma le suole. Possibile che tutti gli istituti di sondaggio compiano il medesimo errore? E´ mai successo prima? Un errore macroscopico, di 5 punti. “Perché non è un sondaggio che sbaglia. Sono un mucchio di sondaggi, un cumulo di sondaggi, anche stranieri. Fatti fare dai partiti, ma anche dalle banche, dalle coop, dalle multinazionali”. E sbagliando azzeccano pure tutti i risultati elettorali della Destra tranne uno. Il partito Cristiano tra il 6 e il 7 per cento: giusto. Il partito del Nord intorno al 4 per cento: giusto. Il partito Nazionale sopra il 12 per cento: giusto. E il partito Italiano del Tycoon? Al 24 per cento anziché al 19 delle previsioni. Cinque punti di errore. Come l´errore dei sondaggi. Uguale. Un mistero perfezionato dal successivo: le schede bianche. Che negli ultimi 15 anni elettorali sono sempre costanti, tra il 7 e l´8 per cento. Stavolta no. Stavolta sono scese addirittura al 3 per cento. Tre milioni di schede che di colpo diventano uno. “Sai cosa vuol dire 2 milioni di schede che ballano? Vuol dire 5 punti percentuali”. Cinque punti. Come l´errore dei sondaggi. Come l´errore per il partito del Tycoon. Uguale. “Noi siamo il Paese dei complotti. Cospirazioni, macchinazioni. Ce li sogniamo anche di notte”. E per l´appunto cosa ci faceva il ministro degli Interni a casa del capo? E come mai mentre il voto balla, viene arrestato il Grande Latitante dell´Isola? Il più grande di tutti i latitanti. E come mai il flusso dei voti si ferma a un passo dal traguardo? Eccoci al punto: è vero nessuno fa brogli a suo danno. Però forse può succedere che li abbiano fermati all´ultimo momento. I brogli. Sono stati i democristiani a farlo: il ministro degli Interni, il presidente della Camera, il suo braccio destro. “E secondo te uno come il Tycoon si farebbe fermare da tre democristiani?”. “Sì. Se questi hanno delle prove in mano che possono inchiodarlo”. E quindi com´e´ andata? “Be´ io una mezza idea ce l´avrei…”. La mezza idea è il resto del libro. Plausibile quanto deve esserlo un giallo a chiave con personaggi veri nascosti da un velo d´inchiostro. Compreso il gruppo di giornalisti che si cela dietro al bianco opaco dell´autore collettivo. Operazione narrativa sulla realtà immediata. Fiction sui fatti trasformata in Faction. Vox populi che diventa trama. Con l´aggiunta di una allegra quota di paranoia nazionale specializzata in verità nascoste. Come se la superficie delle cose italiane fosse solo per i gonzi, i distratti e i semplici. Brogli. Della Destra contro la Sinistra, con il Tycoon nei panni del cattivo. Che poi sarebbe il proseguimento della cronaca, ma con altri mezzi, altri strepiti, nel giallo capovolto della vita vera.
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categoria:tempi moderni
sabato, 13 maggio 2006
Quanto poco il cristianesimo educhi al senso dell'onestà e della giustizia, lo si può ben valutare dal carattere degli scritti dei suoi dotti: essi presentano sfrontatamente le loro congetture come se fossero dogmi, e raramente capita loro di trovarsi in onesto imbarazzo nell'interpretazione di un passo della Bibbia. Ogni volta ripetono: «Ho ragione, perché così sta scritto»; e segue un'interpretazione sfacciatamente arbitraria, tanto che un filosofo che la senta resta a mezzo tra collera e riso.
(F. Nietzsche, Aurora)

Il cristianesimo diede da bere a Eros il veleno: esso non lo fece morire, ma degenerare in vizio.
(F. Nietzsche, Al di là del bene e del male)

La decisione dei cristiani di vedere il mondo come brutto e cattivo ha reso il mondo brutto e cattivo.
(F. Nietzsche, La gaja scienza)


[Indovinello: chi è il mio filosofo preferito?]

ratzinger-palpatineBenedetto XVI ha deciso che l'oscurantismo paga.
Da qualche giorno non fa altro che ricordare ai politici italiani di sinistra che i valori della famiglia vanno difesi. E di famiglia ce n'è una sola. C'è solo un amore forte, che è quello tra un uomo e una donna, mentre tutti gli altri possibili accoppiamenti sono amori deboli. Parole sue.
E' un'affermazione di un razzismo esemplare, forse una reminiscenza della sua educazione nazista che, sia ben chiaro, gli è stata imposta. Teme che l'Italia, con il nuovo governo di sinistra, segua le orme della rinata Spagna. Ma può stare tranquillo, almeno finchè ci sono Mastella e Rutelli a recepire i suoi messaggi e a trasformarli in programma.
Dall'interno, come minimo dovrebbero insorgere tutti i preti gay, e invece niente.
Meno male che ci sono notizie come questa ad affossare la credibilità delle sparate di Ratzinger. Dio c'è.


Cosa succede mentre scrivo questo post:
Nello stereo: Fatboy Slim, Palookaville
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categoria:tempi moderni
lunedì, 24 aprile 2006
Stasera a Cà Vaina (Imola) presento con Sid il nostro progetto Neuropa, musica elettronica ad alto contenuto polemico.

Questo è un estratto dal proclama con cui ci presentiamo:

NEUROPA È LA COLONNA SONORA DEI NOSTRI RIMPIANTI STEREO

contro lo spettacolo, dispositivo di verità che arriva a far funzionare a proprio vantaggio ogni altro dispositivo di verità. Spettacolo e democrazia bipolare convergono nell'accettare qualunque regime di discorso falso, pronunciato da qualunque tipo di soggetto, purchè permetta il perpetuarsi della pace armata in vigore.

Siamo oltremodo scettici riguardo ai mistici dei computer, alla musica artificiale interamente riprodotta da macchine e ripetitiva fino alla totale perdita di significato, alla quale ci opponiamo con i nostri strumenti.

LA PROLIFERAZIONE DELL’INSIGNIFICANZA MIRA A RICOPRIRE L’INTERA DISTESA DELL’ESISTENTE

La società è ormai un dispositivo di diffidenza totale e circolare, perché non c'è nessun punto assoluto. La perfezione della sorveglianza è una somma di malevolenze.


Domani, invece, con i TmSky partecipiamo a Libera Musica, concerti per la Festa della Liberazione in piazza a Castel San Pietro Terme.

Cosa succede mentre scrivo questo post:
Nello stereo: Hermanas Benitez, Corazon de Melon
Viene su il caffè.
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categoria:concerti, tempi moderni
domenica, 23 aprile 2006
Miss KittinIeri sera c'era Miss Kittin al Link, pienone di gente come non si vedeva dai tempi di via Fioravanti. Era un DJ-set (c'è ancora qualcuno che suona?), è stato bello, brava. Ma è difficile trovare delle peculiarità nella sua performance che la distinguano da quella di qualsiasi altro DJ, a cominciare da quelli - molto bravi - che l'hanno preceduta ieri sera. L'unico tratto distintivo è che lei canta su alcuni pezzi. Avrei preferito vederla in concerto, cantare i suoi pezzi magari con qualche musicista elettronico al seguito.

Ma la vera notizia è che sono riuscito a fare la tessera (definitiva?) del Link! Ce l'ho! Intendo dire fisicamente: ho il pezzo di carta nel portafoglio. Sempre che la prossima volta non mi dicano che non è più valida e bisogna rifare tutta la procedura. Che è un delirio: fare la fila per avere un modulo con il codice a barre, fare la fila a un PC per compilare i dati personali, fare la fila per ritirare la tessera. Una piccola vendetta che mi sono preso per protestare contro tutta questa burocrazia è stata immediatamente sgamata. Miracolosamente ho finito di fare file prima che iniziasse Miss Kittin. Anche perchè è salita in consolle alle 2:30!

Cosa succede mentre scrivo questo post:
In TV: F1, Gran Premio di San Marino
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categoria:concerti, tempi moderni